Validare l’idea per un corso online: le 4+1 domande per procedere con prudenza

Validare l’idea per un corso online è indispensabile.

Senza rischi di:

  • lasciarti prendere dai dubbi,
  • lavorare su qualcosa di irrilevante per i clienti.

Non hai bisogno di sperare nella fortuna.

Puoi procedere con prudenza senza rischi inutili. In questa guida ti spiego quando e come validare la tua idea per un corso online.

Così lavorerai solo su qualcosa che interessa davvero ai clienti.

Validare l


Indice

  1. Quando validare la tua idea di corso online
  2. Come validare il tuo corso online
  3. Vendi già una soluzione a quel problema?
  4. I concorrenti vendono un corso simile?
  5. I concorrenti offrono una soluzione alternativa a quel problema?
  6. I clienti sono disposti a comprarlo prima della sua creazione?
  7. I clienti acquistano il corso anche se solo per finta?
  8. Il prossimo passo

Quando validare la tua idea di corso online

Un processo di validazione efficace risponde alla domanda: “I clienti compreranno questo corso online?”

Per questo motivo il momento in cui verificare il potenziale della tua idea è: il PRIMA possibile.

Per effettuarla ti basta un prospetto del corso. Addirittura puoi limitarti alla definizione del problema alla base del corso.

Se non hai chiaro lo schema Problema → Risultato → Soluzione ti rimando a questa guida gratuita, o ancor meglio al libro Maledetti Indecisi.

maledetti indecisi

In breve: il problema è la sofferenza del cliente. Ogni prodotto deve risolverne almeno uno.

Senza questo elemento, NON hai un’idea accettabile per un corso online, né per nessun’altro prodotto.

Immagina invece di aver individuato un possibile problema.

Per esempio: i tuoi potenziali clienti sono stanchi di creare foto di paesaggi mediocri.

Se hai un prospetto più chiaro del corso non guasta. Ma il problema rappresenta l’informazione chiave in questa fase.

A quel punto NON metterti a creare subito i contenuti. Cosa ti dice che quel corso venderà? Sulla carta nulla. Si tratta solo di una tua idea. E senza dati concreti ti tocca affidarti alle tue emozioni: un pessimo approccio.

Con un processo di validazione prudente del corso eviti:

  1. tempo perso,
  2. energie mentali sprecate.

Sono due possibilità concrete, se la tua idea di corso online non risulta interessante per i clienti.

Per evitare questi rischi, ecco come validare il tuo corso online.

Come validare il tuo corso online

Online trovi sistemi complicati che richiedono strumenti costosi o dati introvabili.

Ma nessuno degli imprenditori che conosco di persona o tramite le loro biografie, usa soluzioni di quel tipo.

Anzi la ricerca del dato magico spesso ti porta fuori strada, specie se non sei una multinazionale con budget infinito.

Quello di cui hai bisogno è prima di tutto un problema chiaro. A questo punto verifica se i clienti già spendono per quella sofferenza.

Prendiamo l’esempio del problema: “Stanco di scattare foto di paesaggio mediocri?”

I clienti pagano già per eliminarlo?

Per verificare questa ipotesi ci sono 4+1 domande. Le vediamo una per una nei prossimi capitoli.

Se rispondi di , anche a una sola di queste, hai validato la tua idea di corso online. Ottimo lavoro, inizia pure a creare i contenuti.

Se rispondi di NO, a tutti i quesiti, allora fermati. Il tuo corso online, non risponde a un vero problema dei clienti, quindi non lo compreranno. Evita di sprecarci sopra tempo ed energie per niente.

Ecco la prima domanda.

Domanda 1: vendi già una soluzione a quel problema?

Questo è il caso più semplice.

Daniele Vecchioni ha iniziato vendendo consulenze e seminari sulla corsa. E i clienti già pagavano per questi servizi.

Correre Naturale è il blog sulla corsa, guadagna con la vendita di corsi online

Così ha iniziato a sviluppare anche dei corsi online sugli stessi argomenti.

Chiaro ha dovuto rivedere alcuni elementi (qualche contenuto, il prezzo, etc.). Ma con il suo corso online sulla corsa era sicuro di affrontare un problema reale per i suoi clienti.

E vale in qualsiasi altro settore. Se vendi una workshop, consulenze private, o altre soluzioni a un problema crea pure un corso online per quella stessa sofferenza.

Se la risposta a questa domanda è NO, non bloccarti. Passa alla prossima.

Domanda 2: i concorrenti vendono un corso simile?

Ci sono altri concorrenti con un corso sulle foto di paesaggio? Ce ne sono per l’argomento che hai in mente per il tuo corso online?

Prima di creare Le Parole Giuste non avevo mai venduto consulenze di copywriting. Scrivevo quello per Italian Indie da anni. E aiutavo gli iscritti a Dojo con il loro, ma la risposta alla prima domanda per me era NO.

Per fortuna c’erano altri corsi online di copywriting. Di sicuro avevo trovato un problema per cui i clienti già spendevano.

Ci sono concorrenti con un corso online sullo stesso problema che hai in mente?

Se la risposta è si tratta di un ottimo segnale.

Significa che i clienti spendono per un corso online di quel tipo. Ha senso lavorare su quell’idea.

Certo dovrai rendere diverso il tuo corso online, rispetto al loro. Per esempio Le Parole Giuste è l’unico in cui l’insegnante (io) corregge ogni giorno per 8/10 settimane il tuo copy.

Le Parole Giuste è l

Mi raccomando in questa domanda (e anche la prossima) confrontati con concorrenti seri. La startup nata ieri pomeriggio non conta.

E anche in questo caso, niente paura se la risposta alla domanda è NO. Vai pure con la domanda successiva.

Domanda 3: i concorrenti offrono una soluzione alternativa a quel problema?

Quando Sara Bigatti è partita con La Scimmia Yoga, nessuno insegnava yoga online.

Ma c’erano un sacco di corsi in presenza.

Quindi anche il suo corso online risolveva un problema reale, per cui i clienti già spendevano.

Nel tuo caso: ci sono concorrenti con una soluzione alternativa al corso online per quel problema (consulenze, workshop, etc.)?

Se la risposta è la tua idea ha senso. Comincia pure il lavoro sul tuo corso online.

Altrimenti passa alla domanda successiva.

Domanda 4: i clienti sono disposti a comprarlo prima della sua creazione?

Pagina Zen risolve la difficoltà di dare una struttura convincente alle pagine di vendita.

Alcuni hanno paura di scrivere troppo. Altri di risultare troppo stringati. E poi c’è sempre il problema dell’ordine con cui presentare i diversi elementi della pagina.

Pagina Zen ti offre il sistema più preciso per superare questi ostacoli.

All’interno di Dojo, gli iscritti hanno spesso domande su questo tema. Ma il forum è aperto a ogni discussione sul business online. Gli iscritti non pagano l’abbonamento SOLO per un confronto sulle loro pagine di vendita.

Quindi alla prima domanda (“vendi già una soluzione alternativa?”), la risposta era NO.

Allo stesso tempo non ho trovato chiari esempi di concorrenti. C’era qualcosa in Inglese, ma non la trovo mai una conferma affidabile al 100%. Il web Italiano non procede alla pari con quello internazionale. C’è sempre il rischio di anticipare troppo i tempi.

Quindi ho organizzato una beta. Ho creato la pagina di vendita, e ho messo in vendita il corso solo per gli iscritti a Dojo.

Per validare l

Tutto questo PRIMA di aver creato i contenuti del corso, avevo solo il prospetto.

A questo punto ci sono due strade possibili.

Quella classica prevede di fissare una soglia minima alle vendite. Se la superi, ottimo crei il corso online. Altrimenti, lasci stare.

Ci sono però un paio di problemi con questo approccio.

  • Come decidi la soglia minima? Calcoli le ore necessarie per la creazione del corso? Se i guadagni coprono quel costo, procedi altrimenti lasci? Ok, ma la beta la presenti a un gruppo ristretto. Magari all’inizio sei in perdita, ma con un successivo lancio su larga scala tutto cambia. Situazione da dubbio amletico…
  • In caso di scarsi guadagni, cosa dici ai clienti che hanno già comprato? Li rimborsi e addio? Si può fare, certo. Non è il massimo, però.

Preferisco una soluzione alternativa. Per applicarla mi servono 2 condizioni.

  1. L’idea del corso mi appassiona. Così in ogni caso il lavoro sarà interessante e piacevole.
  2. Creare il corso mi richiederà in tutto massimo 30 giorni. Se creazione, lancio e vendita mi prendono un mese al massimo, il rischio è contenuto. Per restare in queste tempistiche, uso la metodologia descritta ne “Lo Zen degli Infoprodotti”.

In presenza di queste due condizioni, lancio la beta.

Non metto nessuna soglia minima alle vendite. Se nessuno compra, mi fermo.

Almeno un cliente procede all’acquisto, allora creo lo stesso il corso online.

Se ce n’è uno, quasi di sicuro né troverò degli altri. Magari bisogna aggiustare il marketing, ma l’idea ha un minimo di senso. E in ogni caso si tratta di lavorare solo per 4-5 settimane, niente di traumatico.

Domanda Extra: i clienti acquistano il corso anche se solo per finta?

Il blog sul ciclismo amatoriale. Vende corsi online per ciclisti.

Nel 2009 Davide Petucco stava considerando l’idea per un corso online sul ciclismo.

Lui non era un allenatore professionista. Nessuno lo pagava per delle lezioni sul ciclismo.

Prima domanda: vendi già una soluzione alternativa a quel problema?

Risposta: NO.

All’epoca nessuno vendeva nemmeno corsi online sul ciclismo.

Seconda domanda: qualche concorrente vende un corso online simile?

Risposta: NO.

Chiaro esistevano già un sacco di scuole di ciclismo.

Terza domanda: qualche concorrente vende una soluzione alternativa per quel problema?

Risposta: , ma… Anche così a Davide restavano dei dubbi. Qualcuno frequentava corsi di allenamento. Ma c’erano davvero clienti pronti a comprare infoprodotti digitali sul ciclismo?

Non aveva un pubblico con cui effettuare un lancio in beta. E crearlo solo per quel motivo non aveva senso. Quindi non poteva validare il suo corso online con la quarta domanda.

Così ha testato l’idea con una vendita fantasma. La procedura è questa:

  1. crei una pagina di vendita per il tuo corso online,
  2. ci mandi traffico a pagamento,
  3. a questo punto verifichi la reazione dei visitatori.

Ci sono clienti interessati a comprare?

Se la risposta è : ottimo, hai validato il tuo corso online.

Altrimenti, lasci perdere. L’idea è sbagliata o troppo rischiosa.

Attenzione 1: con un test del genere non guadagni nulla. Non hai un vero prodotto in vendita. Il tuo corso non è pronto.

Imposta un blocco dopo il clic del pulsante ”Acquista ora”.Così vedi l’interesse dei clienti, senza bisogno di rimborsarli per il pagamento di un prodotto fantasma.

Attenzione 2: ho chiamato questa la “domanda extra”. Ti conviene affidarti a questo metodo solo in casi estremi.

Ti basi su un pubblico freddo, quindi il livello d’incertezza aumenta. In più ti devi usare di traffico a pagamento. Sei pratico di Google Ads o Facebook Ads?

Se la risposta è no, questo limita ancora di più la validità del risultato.

Oggi anche il web Italiano ha un livello di sviluppo accettabile. Salvo casi estremi le prime 4 domande sono più che sufficienti per validare il tuo progetto.

In caso contrario, prima di partire con una vendita fantasma confrontati con altri indipendenti digitali. A tal scopo puoi creare un tuo mastermind. O entrare in una community come Dojo.

Il prossimo passo

Definisci nero su bianco quale problema risolverai con il tuo corso online. Ancora meglio scrivi l’intero prospetto.

Poi procedi con la validazione della tua idea.

Vai con ordine attraverso le 4 domande (+ quella extra in casi estremi).

Se rispondi di anche a una sola, allora il corso online ha il potenziale necessario. Vai e crealo!

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Samuele Onelia

Samuele Onelia

Ho scritto il libro più breve sul copywriting: Maledetti Indecisi. Niente lungaggini. Lo leggi in 46 minuti. Sono attivo anche su Linkedin, raggiungimi anche lì.
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