Piattaforme per vendere corsi online: 21 alternative e come sceglierne una con prudenza [2021]

Di piattaforme per vendere corsi online ne saltano fuori in continuazione di nuove. Perché?

Perché il business degli infoprodotti è ENORME. E pure in crescita. Le previsioni parlano di un mercato da 325 miliardi di dollari nel 2025.

Tutte queste alternative sono un ottimo segnale, ma aprono le porte a un problema.

Quando hai pronto il tuo primo corso online DOVE lo carichi online? Sul tuo sito? Su una piattaforma esterna? Su Udemy?

Qual è la soluzione che ti evita rischi inutili?

Vendo corsi online dal 2015. Ho provato di tutto. Oltre a darti una panoramica delle diverse piattaforme, ti guiderò nella scelta. Così ti semplifichi la vita.

Piattaforme per vendere corsi online: come scegliere la tua con prudenza


Indice


Le 4 categorie delle piattaforme per corsi online

Le piattaforme per vendere corsi online si distinguono in 4 categorie:

  • plugin per WordPress,
  • piattaforme autonome,
  • piattaforme tutto-in-uno,
  • marketplace per corsi online.

Le differenze tra di loro sono significative e impatteranno in modo profondo il tuo business.

Le 4 categorie delle piattaforme per corsi online e degli esempi per ognuna

Plugin per WordPress

La piattaforma ideale per il tuo sito è WordPress (ti spiego qui i motivi).

Tra gli altri vantaggi, questa scelta ti permette di creare un’area corsi su cui hai pieno controllo.

A tal scopo usi dei plugin. Si integrano su WordPress e ti permettono la distribuzione online dei tuoi corsi.

Le opzioni in questo caso sono:

  • CourseCats,
  • LearnDash,
  • OptimizePress.

Piattaforme autonome

In questa categoria trovi servizi specializzati nella distribuzione di corsi online.

Qui però a differenza dei plugin, hai a disposizione una piattaforma esterna al tuo sito. Lì carichi i tuoi corsi. Hai la proprietà dei contenuti e dei contatti dei clienti.

Ma hai dei limiti sulla personalizzazione dell’interfaccia dell’area corsi.

In questa categoria trovi servizi come:

  • Clickbank,
  • Gumroad,
  • LearnWorlds,
  • Mighty Networks,
  • Pathwright,
  • Teachable,
  • Thinkific,
  • Xperiencify,
  • ZippyCourses.

Piattaforme tutto-in-uno

Gli strumenti di questa categoria ti permettono anche di creare un’area corsi, ma non solo.

Li usi per sviluppare tutto il tuo sito e magari pure per la gestione della lista email o altre attività.

Ecco le opzioni di questa categoria:

  • Business in Cloud,
  • ClickFunnels,
  • Kajabi,
  • Katra,
  • Podia,
  • SquareSpace,
  • Wix.

Marketplace per corsi online

Questi sono aggregatori di corsi. Tu puoi collaborare con loro come autore.

Guadagnerai dalla vendita del corso, ma avrai un controllo parziale sui contenuti del tuo corso e/o sulla lista email dei clienti.

In questa categoria trovi:

  • Skillshare,
  • Udemy.

“E Linkedin Learning?”

Linkedin Learning (o anche Masterclass) sono piattaforme per corsi online proprietarie, non marketplace.

Hanno un loro piano editoriale e invitano insegnanti esterni come collaboratori. L’autore riceve un compenso, ma la proprietà del corso passa alla piattaforma.

Linkedin Learning ti permette di candidarti come possibile insegnante. Ma è la loro redazione che definisce i dettagli finali del corso.

I 5 rischi da tenere a mente nella tua scelta

Tutte le piattaforme per vendere corsi online ti promettono benefici succosi.

Ma ti devi ricordare la Regola Zero di un indipendente: ”Mai complicarsi la vita”

Quindi, concentrati sui rischi che una piattaforma nasconde. Ho imparato a mie spese a valutarne 5 in particolare.

Rischio 1: gli aggiornamenti saranno lenti o addirittura assenti?

MAI usare una piattaforma nella speranza di una sua “prossima/imminente/garantita” evoluzione.

Scegli una soluzione che risponde da subito alle tue esigenze.

Non lasciarti trascinare da tutte le promesse di una pagina di vendita.

Segnati quali funzioni sono essenziali per la buona riuscita del tuo corso. Poi escludi tutte le piattaforme che non te le garantiscono dal giorno uno.

Rischio 2: chi ha la proprietà dei contenuti del corso?

Ogni amicizia è fantastica finché dura.

Assicurati di aver chiaro chi sarà il proprietario del corso. Puoi venderlo anche altrove? Puoi spostarlo da una piattaforma all’altra?

Magari dei limiti su questo fronte sono accettabili visti i possibili guadagni o altri benefici. L’importante è effettuare per conto tuo questa valutazione.

Nessun limite è un problema, se l’avevi previsto in partenza.

Rischio 3: avrai accesso alle email dei clienti?

Discorso analogo alla proprietà dei contenuti. Con la differenza che la lista email dei clienti vale più di un corso.

Di nuovo rinunciarci può avere senso. Ma valuta bene questo rischio.

Un business online funziona con questo modello: visitatori -> iscritti -> clienti

Senza i contatti degli acquirenti, hai un grosso ostacolo allo sviluppo del tuo progetto online.

Rischio 4: stai mettendo tutte le uova in un paniere?

Le piattaforme tutto-in-uno sono le più rischiose

Questo rischio è specifico delle piattaforme tutto-in-uno. Più funzioni deleghi allo stesso strumento e più ti leghi le mani.

Immagina di avere il sito, l’autorisponditore e i corsi tutti in una sola piattaforma. A quel punto non puoi più abbandonarla.

Se gli aggiornamenti della piattaforma saranno lenti, ti trovi bloccato.

Se per esempio l’area corsi non ti soddisfa più, come la abbandoni

Cambiare tutto, incluso il sito e l’autorisponditore, sarà un lavoro infinito.

Smetti di usare solo l’area corsi? Ok, è più facile. Ma dovrai pagare sia la piattaforma nuova che quella vecchia. No buono.

Per questo le piattaforme tutto-in-uno non rappresentano una scelta prudente.

Ti promettono la semplicità: un solo software per controllare tutte le esigenze del tuo business.

Ma quella promessa è un po’ come la maledizione de Il Signore degli Anelli: “Un Unico Anello per ghermirli tutti e nel buio incatenarli.”

Con la scusa della semplicità, ti ritrovi legato a una piattaforma. Lasciarla crea un sacco di complicazioni. Quindi ti adegui o paghi più del necessario.

Rischio 5: il design si adatta alle tue esigenze e quanto lavoro ti richiederà?

A seconda del tuo gusto estetico questo magari è un problema minore. Io tendo a diventare (troppo) pignolo in materia. Qui sul sito ho ovviato con un design minimalista.

Nel caso della piattaforma dei corsi, valuta se il design base ti soddisfa. Questa è la condizione ideale.

In alternativa avrai la possibilità di modificarlo? E nel caso quanto tempo ti richiederanno queste variazioni?

Il rischio da evitare è un design che:

  • trasmette un’immagine non-professionale,
  • o ti richiede troppo lavoro per adeguarlo alle tue esigenze.

A questo punto puoi leggere le analisi delle singole piattaforme. Oppure salta pure al capitolo in cui presento la scelta più prudente tra tutte.

Analisi delle piattaforme per vendere corsi online

Le trovi tutte in ordine alfabetico. Puoi saltare a quella che ti interessa da questa lista.

  1. Business in Cloud
  2. Clickbank
  3. ClickFunnels
  4. CourseCats
  5. Gumroad
  6. Kajabi
  7. Kartra
  8. LearnDash
  9. LearnWorlds
  10. Mighty Networks
  11. OptimizePress
  12. Pathwright
  13. Podia
  14. Skillshare
  15. SquareSpace
  16. Teachable
  17. Thinkific
  18. Udemy
  19. Wix
  20. Xperiencify
  21. ZippyCourses

Business in Cloud

Business in Cloud è una piattaforma tutto-in-uno… Italiana!

Il fatto di avere tutto in Italiano ti evita possibili problemi linguistici. Ma dato che si rivolgono solo a un mercato regionale, per quanto resteranno competitivi con tutti gli altri concorrenti internazionali?

Già adesso per esempio Podia ha un’offerta simile, ma a un costo più basso.

Valutare questo rischio è secondario. Il problema principale è quello di tutte le piattaforme tutto-in-uno.

Più la usi, più ti ritroverai legato al loro servizio. La migrazione se necessaria richiederà un cambio di tutte le funzioni chiave del tuo business e diventerà un lavoro infinito.

Clickbank

Clickbank è una piattaforma storica, ma non sembra più un leader del settore.

Offre una piattaforma di vendita e distribuzione di corsi online. Per usarla paghi una quota per ogni vendita, ma anche un costo per l’approvazione iniziale di ogni nuovo prodotto!

E il processo di caricamento di un corso è parecchio laborioso.

Non ci vedo vantaggi di nessun tipo, rispetto a tutti gli altri concorrenti.

ClickFunnels

ClickFunnels è nato per la creazione di landing page. Nel tempo la società gli ha aggiunto nuove funzioni: autorisponditore, sistema di gestione vendita e anche un’area privata per i corsi online.

Come tutte le piattaforme tutto-in-uno ti espone al rischio di mettere tutte le uova in un solo paniere.

CourseCats

La storia di CourseCats è questa (più o meno) David Siteman Garland ha lanciato un corso sulla creazione di infoprodotti.

Il prodotto è piaciuto. Così David ha aggiunto un upsell, un’offerta per chi aveva già comprato il suo corso: un plugin WordPress per l’impostazione di un’area riservata.

Puoi acquistare CourseCats con o senza il corso di David Garland. Ma rimane un prodotto di nicchia.

Se non appartieni a quella community non ne vedo vantaggi.

Gumroad

Gumroad è la migliore piattaforma per vendere online

Gumroad è uno dei leader del settore. L’ho usato agli inizi di Italian Indie. Poi (maledette complicazioni inutili!) ho iniziato a cercare altre soluzioni.

E infine dal 2020 dopo tanti giri sono tornato a gestire di nuovo le vendite con Gumroad.

Domina la categoria perché:

  • ha un’interfaccia super-intuitiva,
  • fa 1 cosa (vendita di prodotti digitali), ma la fa bene,
  • non richiede costi fissi, si prende solo una percentuale sulle vendite.

Se ti interessa ho scritto il tutorial più approfondito su Gumroad di tutto il web italiano.

Kajabi

Kajabi è un’altra piattaforma tutto-in-uno con il solito problema del mettere tutte le uova in un paniere.

I guru da piscina in Italia sembrano andare matti per questa piattaforma. Tieni presente due elementi.

  1. Kajabi offre un programma di affiliazione succoso. Parliamo del X% per ogni mese di abbonamento.
  2. I guru da piscina in caso di cambio di piattaforma, delegano tutto il lavoro a qualche fan-schiavetto. Hai questo “lusso”, o perderai ore del tuo prezioso tempo?

Kartra

Kartra è una piattaforma tutto-in-uno, con davvero di tutto.

Il che rende il rischio di mettere tutto in un paniere, ancora più probabile. In più il costo è rilevante il che aumenta i miei dubbi.

Lo proverò settimana prossima per un cliente. A quel punto vedrò com’è l’editor grafico della piattaforma. Magari integrerò qui qualche osservazione.

LearnDash

Learndash è il miglior plugin wordpress per un

Quando si parla di corsi online questo plugin salta sempre fuori. Se vuoi un’area riservata integrata con WordPress, LearnDash è il leader della categoria.

Inoltre è compatibile al 100% anche con WooCommerce quindi ti permette l’impostazione di un’esperienza d’acquista tutta sul tuo sito.

Su Italian Indie l’avevamo attivato prima di tornare a Gumroad. E lo usiamo ancora per i corsi più avanzati come Le Parole Giuste.

LearnWorlds

L’offerta di LearnWorlds è comparabile a quella del più famoso Teachable. Non ci vedo particolari differenze.

L’unico vantaggio è il prezzo, più basso rispetto a Teachable. Ma la base utenti sembra meno sviluppata.

Per ora sembra una scelta meno affidabile (anche se più economica).

Mighty Networks

Mighty Networks è una piattaforma specifica per i corsi online e le community su abbonamento.

La loro idea è quella di offrire un’esperienza simile a quella dei social, ma riservata solo agli iscritti.

L’ho provata da utente e il risultato è caotico. La navigazione risultava complessa. Trovavo tutto, ma sempre con uno o due clic più del necessario.

OptimizePress

All’inizio di Italian Indie avevo provato anche OptimizePress. Mi aveva deluso perché per qualsiasi risultato decente serviva una qualche aggiunta di codice.

Nel frattempo è migliorato? Suppongo di sì.

Al contempo sembra sempre più marginale sul mercato. In base alla pagina di vendita non gli trovo nessun vantaggio competitivo.

Pathwright

Pathwright è un altra piattaforma autonoma che ho scoperto proprio con le ricerche per questo articolo.

Non ne avevo mai sentito parlare. Me la sono persa, o è una soluzione non adatta agli indipendenti? Il copy sembra rivolgersi soprattutto a realtà più grosse rispetto a quella di un singolo creator.

Di sicuro il prezzo è circa 3 volte quello del ben più conosciuto Teachable. Una spesa così mi sembra difficile da giustificare.

Podia

Anche Podia è una piattaforma tutto-in-uno. Ti permette di impostare il sito, l’autorisponditore, l’area corsi e pure un sistema di affiliazioni.

Mi ripeto ancora (scusa…) non mettere tutte le uova in un paniere.

Skillshare

Skillshare è un marketplace di corsi.

Vendere qui ti dà accesso ai visitatori profilati della piattaforma. Ma:

  • il tuo corso deve rispettare le linee guida della piattaforma,
  • le email dei clienti resteranno alla piattaforma, non entreranno nella tua lista iscritti.

SquareSpace

Nel 2014 non esisteva Elementor, quindi sono partito con SquareSpace.

L’editor visuale è semplice e il costo abbordabile. Da allora ho abbandonato questa piattaforma, ma ne hanno continuato lo sviluppo.

Ora ti offre anche la possibilità di creare un’area riservata per i tuoi corsi online.

Il problema è il solito delle piattaforme tutto-in-uno. In più oggi WordPress è la scelta ottimale per il tuo sito, come ti consigliavo qui. A quel punto non ha senso usare SquareSpace per niente neanche per l’area corsi.

Teachable

Teachable è una valida opzione per vendere corsi online

Teachable completa la triade dei leader del settore (gli altri due sono Gumroad e LearnDash). La sua però è una posizione più traballante.

La piattaforma è specializzata solo nella distribuzione di corsi online. Ti dà pieno controllo sui contenuti e sulla lista dei clienti.

Ma ha un costo rilevante (a differenza del gratis di Gumroad), quindi i concorrenti della stessa categoria sono più che vicini in termini di offerta.

Thinkific

Thinkific offre una piattaforma adatta a qualsiasi corso online.

Il vantaggio rispetto a Teachable è la presenza di un piano gratuito. Ma i suoi limiti rendono necessario in poco tempo il passaggio a uno degli abbonamenti.

A quel punto il costo è paragonabile a Teachable. Non la trovo un’opzione così competitiva.

Udemy

Udemy è il principale marketplace per vendere corsi online

Udemy è il marketplace di corsi online più famoso.

Ti permette di presentare il tuo corso a visitatori già interessati all’acquisto.

Lo svantaggio è che non avrai accesso alla lista email dei clienti. In più le dinamiche della piattaforma ti obbligano a vendere solo a una cifra attorno ai 10€.

Se parti da zero, senza un pubblico, è interessante. Ti permette di lavorare sul corso, con zero preoccupazioni tecniche. E nel peggiore dei casi hai acquisito competenze utili come creatore di corsi online.

Wix

Il male.

Ho testato Wix nel sito di qualche cliente. L’editor grafico è super scomodo.

Intasano il web di pubblicità, ma la piattaforma non è di sicuro all’avanguardia. Anzi.

Xperiencify

Prima di scrivere questo articolo non conoscevo Xperiencify.

Da quel che capisco è un servizio sviluppato da una formatrice americana: Marisa Murgatroyd.

L’aspetto positivo è che il servizio ha un’unicità chiara. Si concentra nell’uso della gamification per aumentare il livello di completamento dei corsi.

L’aspetto negativo è che per ora mi sembra un’alternativa marginale sul mercato. Se non appartieni a quella community, non ha senso. E forse anche in quel caso non è l’opzione migliore.

ZippyCourses

ZippyCourses nasce con una logica simile a quella di CourseCats. Questo era l’upsell del corso di Derek Halpern.

Nel frattempo il fondatore ha lasciato l’attività come formatore business. Motivo in più per usare un’altra soluzione.

Piattaforme per corsi online: come scegliere la tua con prudenza

Ci sono delle piattaforme leader, ma per ora la situazione resta ancora dinamica. In più la spesa in corsi online continua ad aumentare.

Quindi la piattaforma con cui inizi oggi ha un rischio elevato di diventare obsoleta nel giro di qualche anno.

L’approccio prudente prevede di partire con una soluzione che:

  • ti dà tutti i requisiti necessari (almeno all’inizio),
  • in un secondo momento non ti limita nel passaggio a un’alternativa migliore.

Per questo Gumroad è la scelta ottimale per la fase iniziale:

  1. ti permette di vendere corsi senza limiti,
  2. non ti richiede costi fissi,
  3. e se ti serve ha anche l’opzione per la gestione di abbonamenti.

La pagina di Gumroad per la creazione del tuo primo prodotto

In più la piattaforma è intuitiva, la curva di apprendimento ti richiederà un’ora al massimo. O anche meno, visto che qui trovi un tutorial completo.

Quando il tuo business cresce magari avrai esigenze più complesse. Ricorda che ho detto MAGARI. Per esempio qui su Italian Indie, con Gumroad vendiamo corsi e pure una community riservata.

In ogni caso se a un certo punto ti diventa stretto nel 2021 queste sono le opzioni affidabili per una migrazione:

Ma come hai visto a quel livello la competizione è feroce. E ogni anno saltano fuori nuove piattaforme.

Qual è quella giusta per te? DIPENDE!

Chiaro, lascia stare le soluzioni tutto-in-uno.!

Per tutte le altre opzioni non andare subito sulle loro pagine di vendita. Ti creeranno solo confusione. Invece scriviti nero su bianco le funzioni di cui hai assoluto bisogno.

A quel punto usa i TUOI parametri (non quelli del venditore di turno o peggio di qualche guru da piscina) per valutare la piattaforma giusta per te.

Il prossimo passo

Vai su Gumroad.

Iscriviti e metti le mani sulla piattaforma.

Prova a mettere in vendita il tuo primo corso online. Se non ti trovi subito, dai un occhio a questo tutorial.

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Samuele Onelia

Samuele Onelia

Ho scritto il libro più breve sul copywriting: Maledetti Indecisi. Niente lungaggini. Lo leggi in 46 minuti. Sono attivo anche su Linkedin, raggiungimi anche lì.
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