Da 0 a 300000 visualizzazioni al mese: le 11 lezioni fondamentali

Il podcast di Italian Indie funziona. È sempre stato nelle prime posizioni della sua categoria. Ha un numero di download paragonabile ad alcuni podcast americani.

Ci sono sponsor che rinnovano costantemente la loro partecipazione. Abbiamo collezionato ospiti di grandissimo rilievo.

Abbiamo creato un seguito affezionato. Molti sono così affezionati da entrare nella nostra community a pagamento: Italian Indie Premium.

Tante cose belle. Ma c’è un problema che mi tormenta.

Chi ascolta il podcast non viene sul sito, usa un’app esterna. Così, puoi avere il podcast più bello del mondo, senza convertirlo in un traffico “all’altezza”.

Certo, non dobbiamo tutti avere le visite di Facebook. Però, cosa te ne fai di landing page con conversioni in doppia cifra, se poi non ci arriva abbastanza traffico?

Il primo sito che ho fondato è FotoComeFare.com. Sfruttando solo traffico gratuito l’ho portato a più di 300000 visualizzazioni di pagina al mese.

screenshot 2017 11 09 09 37 53 070 Panoramica del pubblico Analytics

Per me il traffico è qualcosa di naturale. Così mi sono chiesto: cos’ha funzionato su FotoComeFare?

Ho risposto a questa domanda con la solita lista (sono ossessionato dalle liste). Ne è venuta fuori una belle serie di lezioni e mi sono accorto che funzionano in qualsiasi settore, su siti appena nati e siti anziani.

Per questo, ho pensato di raccoglierle in questa guida. Implementandone anche solo una parte, riuscirai sicuramente ad avere più visite al tuo sito.

Questo articolo ti insegnerà:

  • come battere sempre la concorrenza, anche se ha più traffico di te,
  • come decidere quali argomenti trattare per avere traffico perenne,
  • quali articoli ti posizionano meglio su Google e contemporaneamente aumentano la tua autorevolezza,
  • come ottenere traffico gratis da Facebook,
  • come decidere la frequenza di pubblicazione migliore.

(Spoiler: applicando queste lezioni anche su Italian Indie abbiamo fatto crescere il traffico organico al sito.)

Andiamo con le lezioni!

Scrivi bene, meglio dei concorrenti

FotoComeFare è stato il mio primo sito. Come molti, prima di partire avevo diverse idee alternative. Ho deciso per la fotografia perchè mi ci ero appassionato. Ma soprattutto perchè vedevo poca competizione.

O meglio: la competizione c’era, ma era debole.

Ho sempre amato la divulgazione, in tutti i settori. Quasi tutta la mia formazione fotografica veniva da blog che spiegavano chiaramente, con un linguaggio semplice e informale.

In italiano trovavo tutorial superficiali e incompleti. Oppure, quando erano più esaustivi, il linguaggio era accademico e pomposo. Erano visitati, certo, ma perchè non c’era un’alternativa.

Così, dal giorno uno, mi sono impegnato a scrivere guide che fossero comprensibili da chiunque, anche da chi ha appena preso in mano la fotocamera.

È stata una decisione assolutamente vincente. Da subito, ho cominciato a ricevere commenti e email che mi ringraziavano. Mi dicevano che avevo finalmente reso comprensibili concetti su cui gli aspiranti fotografi erano rimasti bloccati per mesi.

screenshot mail.google.com 2017 11 09 09 57 17 371

In ogni settore c’è spazio per fare la stessa cosa. Probabilmente esistono già concorrenti. Tu puoi distinguerti e superarli scrivendo più chiaramente o con uno stile diverso, adatto ad una specificia sottonicchia. Ad esempio puoi mettenrci ironia, maggiori dettagli, note personali. Individua le debolezze dei concorrenti e costruisci su quelle.

Tratta tutti gli argomenti. Anche quelli più comuni

Se leggi un qualsiasi blog sulla fotografia, troverai articoli sull’esposizione, sulle caratteristiche delle fotocamere, sulle basi della composizione, ecc. Tutti i blog prima o poi affrontano questi argomenti. Un’inutile ripetizione, vero?

No, non è vero. Nei primi tempi, ogni volta che pensavo di scrivere un articolo sulle basi, ci ripensavo 10 volte: ha senso scrivere di ‘sta cosa che è già presente in tutti gli altri blog (e in mille libri)?

La risposta è sempre sì. Innanzitutto per quello che dicevo sopra.

Se ti distingui attraverso il tuo modo di scrivere, anche se tratti un argomento inflazionato, lo farai in maniera originale. Perciò non sarà mai lo stesso articolo che si può trovare sui siti concorrenti.

Ma ci sono diversi altri motivi per affrontare le tematiche basilari sul tuo blog:

  • dai ai tuoi lettori una panoramica completa, non devono cercare pezzi mancanti su altri siti (alcuni lettori hanno chiamato FotoComeFare un’enciclopedia o un corso completo di fotografia),
  • i lettori non conoscono tutti i siti concorrenti, perciò non si accorgono nemmeno della ripetizione,
  • aumenti la probabilità di posizionarti bene su Google, perchè i temi base sono molto ricercati,
  • moltiplichi le possibilità di collegare tra loro le pagine del sito, perchè le basi vengono citate spesso, aumentando così la durata delle visite.

Pubblica solo contenuti sempreverdi

In qualsiasi periodo, in qualsiasi nicchia, troverai sempre argomenti che vanno di moda, che sono d’un tratto sulla bocca di tutti. Come le sirene, questi argomenti ti ammaliano: devi assolutamente scriverne, così avrai tonnellate di traffico.

Potrebbe essere, certo. Ma quanto durerà?

Su FotoComeFare alcuni degli articoli che ancora oggi portano più traffico sono stati pubblicati nel 2010. Scrivo questo articolo nel 2017, fai tu.

Finchè esisterà la fotografia, questi articoli rimarranno sempre validi, saranno sempre ricercati su Google. Sono articoli “sempreverdi”.

Non ho mai inseguito le mode sul mio blog e sono stato premiato. Anche nel tuo settore, cerca sempre di scrivere articoli che rimarranno validi nel tempo.

Seguire (meglio: inseguire) le mode può darti un influsso di traffico grosso, ma è momentaneo. Così com’è arrivato, se ne andrà.

E così poi dovrai di nuovo andare a caccia di nuovi trend da sfruttare. Un circolo vizioso infinito.

Non ne vale la pena. Gli argomenti sempreverdi da trattare non finiscono mai. Lo dimostra anche Davide Marciano, di AffariMiei.biz. Prima scriveva news e doveva rincorrere l’attualità. Poi, senza cambiare settore, è passato a pubblicare tutorial sempreverdi. Il suo sito fa più di 600000 visualizzazioni al mese e fattura centinaia di migliaia di euro.

screenshot 2017 11 14 09 35 17 913 Affarimiei.biz Analytics Market Share Stats Traffic Ranking

(A proposito. Se vuoi sapere come gestisce calendario editoriale e monetizzazione, c’è l’ha spiegato nel suo corso su Italian Indie Premium).

SEO: poco lavoro per grandi risultati

Su FotoComeFare ho curato da subito la “SEO on page”. In altre parole:

  • ho configurato una tantum le impostazioni di base del sito per farlo “piacere” a Google,
  • ho ottimizzato alcuni aspetti di ogni articolo in maniera da far capire bene a Google di cosa parlava.

Ti consiglio di leggere la nostra guida alla SEO on page per capire bene di cosa sto parlando.

Non ho mai fatto link building. Anzi, a dire il vero ho pagato un’agenzia per farlo: un graaande spreco di danaro. Ho pubblicato solo una manciata di guest post nei primissimi tempi, ma con scarsi risultati.

Ovvero: il posizionamento attuale di FotoComeFare, e quindi il traffico, dipende unicamente dalla SEO on page.

screenshot 2017 11 14 10 21 42 306 canon o nikon Cerca con Google

Ora potresti avere dei dubbi leciti: erano altri tempi, i concorrenti erano scarsi, non tutte le nicchie sono uguali, ecc. Hai ragione, in parte. Esistono nicchie molto competitive in cui i siti concorrenti sono super ottimizzati.

Però non è detto che ti serva arrivare primo a tutti i costi. Anche quando esistono concorrenti bravi nella SEO, si tratta di una ridotta percentuale. Facendo bene anche solo la SEO on page lasci indietro la maggior parte degli altri siti.

Quindi leggi bene la nostra guida sulla SEO on page. Sistema le impostazioni fondamentali del sito e ottimizza ogni articolo che pubblichi. Sarai già un paio di passi avanti rispetto a moltissimi concorrenti.

Scrivi articoli specifici e utili

Su FotoComeFare, gli articoli che dall’inizio hanno sempre portato più visite sono quelli che rispondono a domande specifiche:

  • come si fa lo sfocato nelle foto?
  • È meglio Canon o Nikon?
  • Quale macchina fotografica comprare?

Questi articoli funzionano per due motivi.

Primo, rispondono alle domande che le persone pongono su Google. Quindi è più facile che si posizionino bene tra i risultati delle ricerche.

Secondo, risolvono un problema del lettore. In questo modo costruisci autorevolezza, diventa la risorsa da tenere sempre in considerazione. Così è molto più probabile che il lettore legga altri tuoi articoli e compri i tuoi prodotti.

Per capire quali sono le domande più urgenti dei tuoi lettori, usa la ricerca delle parole chiave. Abbiamo una mega guida per te su questo argomento. La trovi qui.

Per creare la massima autorevolezza, però, non basta rispondere alle domande. Bisogna rispondere bene.

Puoi ingannare Google concentrandoti solo sulle parole chiave. Ma per far innamorare il lettore l’articolo deve essere esauriente.

Come determini se un articolo è abbastanza approfondito? Semplice: dopo averlo letto il visitatore deve essere in grado di ottenere il risultato che gli hai promesso.

Se hai pubblicato una guida alla scelta della prima fotocamera, il lettore grazie al tuo articolo deve essere in grado di andare su Amazon e scegliere con facilità tra centinaia di modelli. Se pubblichi un tutorial sulla scelta dell’hosting, il lettore deve ritrovarsi alla fine della guida con la certezza di quale hosting è meglio per il suo sito.

Non tenere niente per te

Molti in Italia vivono ancora secondo il principio “Impara l’arte e mettila da parte”. Credimi, sono una specie in via d’estinzione.

Le persone di maggiore successo oggi hanno capito che il segreto è nella condivisione. Ci sono aziende che raccontano i retroscena più privati. Ci sono fotografi che insegnano sui blog come ottenere foto uguali alle loro.

Sono impazziti? Quanti clienti perdono in questo modo? Un paio, forse. Ma nel complesso sono i professionisti e le aziende che vendono di più.

Ti spiego perchè succede con l’esempio di Italian Indie. Abbiamo pubblicato diverse guide su come impostare il sito web: scegliere l’hosting, scegliere il dominio, scegliere il template, scegliere i plugin.

Se le leggi con attenzione, sei in grado di fare tutti i passaggi da solo. E così non ci guadagnamo niente.

Però, tantissime persone non riescono comunque ad arrangiarsi. Lo vediamo dalle domande che riceviamo. Non hanno abbastanza tempo. O trovano chissà quali altri ostacoli.

Leggere delle guide così esaustive fa pensare “Cavoli, questi di ItalianIndie sanno il fatto loro”. Se promuovessimo un servizio di creazione siti WordPress all’interno delle guide, molto probabilmente chi non si arrangia lo comprerebbe grazie all’autorevolezza che abbiamo creato. O si iscriverebbe ad Italian Indie Premium per poterci chiedere aiuto direttamente.

La regola generale è che, quando condividi la tua conoscenza, dimostri le tue capacità. Un certo numero di lettori userà i tuoi articoli per arrangiarsi. Altri invece verranno colpiti dalle tue abilità e ti terranno presente se non riusciranno a fare da soli.

Inoltre, anche a chi si arrangia puoi promuovere prodotti in affiliazione. Così comunque riesci a guadagnare senza vendere direttamente.

In ogni caso, con la tua generosità ti posizionerai su Google e creerai un brand autorevole. Raggiungerai molti più potenziali clienti di quanti ne raggiungono i tuoi avari concorrenti che “imparano l’arte e la mettono da parte”.

Pubblica spesso all’inizio, poi vivi di rendita

Nei primi tempi di FotoComeFare pubblicavo diversi articoli alla settimana. Ciò mi ha permesso di creare velocemente un grosso assortimento e di tenere le persone più a lungo sul sito.

Il traffico da Google è sempre stato in aumento. Più articoli pubblicavo, più articoli si posizionavano. E con il tempo i posizionamenti miglioravano.

Poi ho dovuto ridurre il tempo dedicato alla scrittura. In primo luogo perchè ho capito che dovevo dedicarmi di più al marketing e alla creazione dei prodotti. Poi perchè ho cominciato a collaborare con Italian Indie.

Così ho cominciato a ridurre la frequenza di pubblicazione. Da più articoli alla settimana sono passato a uno solo. Poi a due articoli al mese. A fine 2016 sono arrivato a 1 articolo al mese.

Ho ridotto così tanto per vedere cosa poteva succedere. Nel 2016, pubblicando una frazione degli articoli, il traffico è rimasto praticamente invariato rispetto al 2015. Ma l’investimento per i contenuti (ora c’è un collaboratore che li scrive) si è ridotto drasticamente.

Quindi, due consigli:

  • online trovi mille opinioni diverse sulla migliore frequenza di pubblicazione, non seguirle ciecamente perchè ogni sito fa storia a sè,
  • sicuramente ha senso avere una frequenza maggiore all’inizio e poi ridurre quando puoi vivere di rendita.

E qual’è questa “frequenza maggiore”? Come sempre: dipende.

Direi di non scendere sotto un’articolo alla settimana per i primi mesi. Hai bisogno di accumulare un po’ di materiale per soddisfare i lettori e farti notare da Google. Se puoi, parti con diversi articoli alla settimana nei primi mesi.

Ma in ogni caso, è fondamentale che gli articoli siano di qualità. Mantieni la frequenza che ti permette di pubblicare articoli sempre utili per i lettori (come dicevo sopra).

Ma dove vai se la lista non ce l’hai?

Se non hai creato una mailing list per il tuo sito web, non sei un web marketer. Mi dispiace.

Comunque non disperare. Anche se sei rimasto indietro, recuperare il tempo perso è facile. Leggi questo articolo per imparare subito quello che ti serve per partire.

Ora, la mailing list non ti fa acquisire nuovi lettori, hai ragione. Ma il tuo sito non vive solo di nuovi lettori. Anzi, sono i fan di lungo termine quelli che portano le soddisfazioni  maggiori:

  • ti danno più feedback,
  • leggono tutti gli articoli che pubblichi,
  • è più probabile che comprino i tuoi prodotti,
  • consigliano il sito ai loro amici.

Se hai ottimizzato il sito per acquisire iscritti, ecco cosa succede alla prima visita sul tuo sito. Il nuovo visitatore legge un tuo bellissimo articolo, rimane strabiliato, vede che hai un lead magnet irresistibile e si iscrive seduta stante alla tua lista.

Poi si dimentica completamente del tuo sito. Non puoi biasimarlo. Di siti ce ne sono tantissimi: non vi siete mica sposati!

La settimana successiva pubblichi un nuovo articolo. Poi mandi un’email che lo promuove alla lista.

Il tuo nuovo lettore apre Gmail: “Ma che cavolo… chi è questo FotoComeFare? Ah sì, quelli dell’articolo su come fare belle foto con poco luce! Bella guida. E qua cosa mi mandano? Mmm, “guida la fotografia di paesaggio”, chissà se è scritto bene come quell’altro”. E poi: clic, legge anche il nuovo articolo.

Al prossimo articolo manderai un’altra email. Scomettiamo che il tuo nuovo fan la aprirà e ci cliccherà senza la minima esitazione?

Immagina se non l’avessi fatto iscrivere alla lista. La storia sarebbe stata questa:

ricerca su Google -> lettura articolo -> ADDIO!

Un’altro motivo per lavorare subito sull’email marketing: a mailing list aumenta il traffico al sito.

Vai veloce

All’inizio il tuo sito avrà poche visite. Una quantità deprimente di visite. Ma ci sarà un vantaggio: non avrà problemi di prestazioni, indipendentemente dall’hosting.

La speranza però è che cresca velocemente. Se sarà così (te lo auguro), incapperai presto in qualche problemino.

Google considera la velocità di un sito tra i fattori fondamentali per il posizionamento. Se ci pensi, ha molto senso: Google premia i siti che servono agli utenti. A nessuno piace un sito lento. Quindi nemmeno a Gooogle.

Allora cosa devi fare? Buona parte della soluzione sta nello scegliere l’hosting giusto.

Io ti consiglio SiteGround (perchè l’ho provato e ho parlato con molte altre persone che lo apprezzano). Se vuoi sapere perchè, c’è la nostra guida alla scelta dell’hosting.

SiteGround ti accompagnerà a lungo. Anche solo il piano più economico (4€ al mese), regge fino a 10000 visitatori mensili.

Quando superi questo limite, preparati a fare un investimento più importante per l’hosting. FotoComeFare è su StudioPress Sites e secondo me è stata una buona scelta. Ho scelto questa soluzione perchè, diversamente da tutte le altre, non pone dei limiti alle risorse.

screenshot 2017 11 14 09 55 50 831 StudioPress Sites Powerful WordPress Websites at Affordable Prices

Sono disponibili due fasce di prezzo mensili: 24$ e 33$. Per FotoComeFare ho douto acquistare il pacchetto più costoso. Molti altri siti però possono accontentarsi della soluzione base. Ti assicuro che se raggiungi il livello di traffico che rende necessario passare a StudioPress Sites, i ricavi saranno più che sufficienti a coprire la spesa.

Quindi la morale sull’hosting è: non fare il tirchio, evita il mio errore. Per mesi ho cercato di strizzare il massimo possibile dal server su cui si trovava FotoComeFare. Volevo risparmiare a tutti i costi.

Così ho perso un sacco di tempo a gestire “imprevisti prevedibili” sempre più frequenti, dovuti alle scarse prestazioni. Ironia della sorte, ho anche buttato via soldi per pagare freelancer che tentassero di ottimizzare il sito.

Ma il problema non era il sito, era il server. Mi sono anche beccato un mezzo insulto da un freelancer che sostanzialmente mi ha dato del tirchio (poteva risparmiarselo, ma forse aveva ragione).

I soldi in più dedicati all’hosting non servono solo ad assicurarti prestazioni migliori. Servono anche a comprarti tranquillità e tempo da dedicare agli aspetti importanti della tua attività.

Fai cose che non scalano

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Paul Graham ha cofondato Y Combinator, uno degli incubatori di startup più famosi al mondo. Un suo motto fondamentale è “Do things that don’t scale” (“Fai cose che non scalano”).

Quando lanci un’impresa digitale, insegui un sogno: avere una macchina automatica crea-soldi che lavora al posto tuo. E averla da subito.

Ma non è possibile. O meglio: la macchina automatica crea-soldi è possibile. Ma ci vuole del tempo per crearla e farla funzionare.

Per far funzionare i meccanismi giusti devi prima fare un sacco di cose manuali, non automatizzabili. Cose che non scalano, appunto.

Nei primi tempi di FotoComeFare questo per me ha voluto dire ad esempio:

  • rispondere a domande riguardanti la fotografia su Yahoo! Answers,
  • partecipare a discussioni sui forum di fotografia più importanti,
  • rispondere direttamente a tutte le email e i commenti,
  • cercare siti influenti e pubblicarci guest post.

Queste attività non sono automatizzabili. Al massimo puoi delegarle, ma all’inizio non ne hai il budget.

Però mi sono tutte servite. Da Yahoo! Answers e dai forum ho ricevuto visite, link e lettori grati e affezionati. Qualcuno si era anche proposto di aiutarmi gratuitamente se ne avessi avuto bisogno.

Rispondendo a tutte le email ho rinsaldato il rapporto di fiducia con i lettori. Nel tempo poi, avendo aggiunto il mio forum, ho preferito dirigerli lì per le domande a cui poteva rispondere la community.

Il concetto è che devi sporcarti le mani e perdere investire tempo per farti conoscere e creare autorevolezza e contatti “manualmente”.

Condividi i tuoi articoli sui gruppi Facebook

Negli ultimi anni ho anche sperimentato la condivisione degli articoli sui gruppi Facebook. Grazie a questa, ho ricevuto circa 10000 visualizzazioni al mese in più. E queste sono solo le visite dirette.

Le segnalazioni sui gruppi hanno portato anche un aumento delle condivisioni organiche. Alcuni articoli sono diventati quasi virali e hanno ricevuto migliaia di condivisioni già nelle prime 24 ore. Così le visualizzazioni sono aumentate ulteriormente.

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Certo, è un lavoro manuale, che non si può automatizzare. Però vale la pena provarlo.

Trova gruppi con un buon coinvolgimento e condividi i tuoi articoli migliori (e in tema) più volte a settimana. Dopo un mese, vedi quante visite hai ricevuto e valuta se il gioco vale la candela.

Conclusione

Finito! È stato un articolo lungo ma non volevo lasciare fuori niente, mi sembravano tutte lezioni utili. Che ne dici?

Il traffico non è tutto per un sito web. Ma sotto un certo livello, avere pochi visitatori ti impedisce di realizzare il potenziale del tuo business online.

In questo articolo ti ho raccontato cos’ho imparato nel portare FotoComeFare da 0 a 300000 visualizzazioni di pagine al mese. Sono tutte lezioni universali, che puoi applicare a qualsiasi blog, in qualsiasi settore.

Quindi, se stai soffrendo perchè non ricevi abbastanza traffico, leggi bene le varie lezioni. Sono tante cose da fare. Trovane una che non stai ancora facendo e comincia ad implementarla oggi. Portala avanti con regolarità per alcune settimane.

Quando avrai scoperto se funziona e sarà diventata una pratica automatica, scegli un’altra lezione e integrala nella tua strategia di marketing. Con pazienza i risultati arriveranno e avrai montagne di traffico. Così sarà più facile avere nuovi iscritti e clienti.

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