Scegliere un dominio per il tuo sito: la guida definitiva

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Bene, il tuo progetto online sta prendendo forma. Hai scelto l’hosting, sai come installare WordPress, sai quale template userai. Hai anche già deciso tutti i plugin da installare.

Ma non sei ancora partito. C’è un sassolino che blocca gli ingranaggi: devi ancora acquistare il dominio.

Sembra impossibile: com’è che una cosa così piccola può bloccare tutto? Eppure ci pensi da giorni. Manco dovessi scegliere il nome di tuo figlio!

Ci siamo passati tutti, ma non può essere altrimenti. Devi comprare il dominio prima dell’hosting o prima di aggiungere una nuova installazione di WordPress sul tuo hosting attuale.

Ma non puoi tenere in pausa il tuo progetto per un tempo indefinito. In questo articolo ho raccolto i criteri più importanti per scegliere il dominio giusto per il tuo sito web.

Usali per fare una scelta ponderata, ma soprattutto veloce.

Perchè scegliere il giusto dominio internet è importante

È vero, un dominio si può sempre cambiare. Invece di tergiversare per settimane, meglio scegliere in fretta e andare avanti con le cose serie.

In generale preferisco accelerare le decisioni. Però dedicare alla scelta del dominio il tempo necessario. Lascia che ti spieghi perchè.

Innanzitutto, la prima impressione conta tantissimo. Se il tuo sito ha un nome brutto, poco chiaro, poco memorabile, darai una cattiva impressione ai tuoi lettori. Difficilmente diventeranno fan.

Poi, dovrai tenertelo per un lungo tempo. Quindi deve essere qualcosa che ti aiuti nel lungo termine. E anche tu non devi stufartene.

Infine, cambiare dominio web non è completamente indolore dal punto di vista SEO. Se cambi quando il tuo sito è già posizionato su Google, devi impostare i giusti redirect per informare Google.

Anche quando fai tutto bene, è facile che alcune tue pagine perdano per un po’ di tempo qualche posizione. Ma se il sito ha una struttura complessa, il rischio di sbagliare è alto e potresti perdere parecchie posizioni, quindi parecchio traffico.

Questi sono i motivi per cui vale la pena dedicare un po’ di tempo (non troppo) a trovare il dominio giusto per il tuo sito web.

Ora vediamo come fare.

Posso usare il mio nome come dominio del mio sito?

Usare il tuo nome è ovviamente la soluzione più veloce. Non devi inventarti niente. E difficilmente qualcuno l’avrà già comprato.

Però, ci sono dei casi in cui ha senso farlo e altri in cui devi assolutamente evitarlo.

Usa il tuo nome come dominio per il sito se:

  • sei un professionista e userai il sito solamente per promuovere la tua attività individuale,
  • vuoi creare un personal brand che ti porterai dietro per sempre, indipendentemente da cosa pubblicherai sul sito.

Non usare il tuo nome se:

  • vuoi creare un brand separato dalla tua persona, che possa andare avanti senza di te in futuro,
  • devi nascondere la tua identità per qualche motivo (legale, spero).

Nel settore del web marketing c’è al momento un grandissimo esempio di successo in questo senso. Si chiama Dario Vignali e il suo sito è proprio dariovignali.net.

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Per conoscere la sua storia puoi ascoltare le sue interviste sul podcast di Italian Indie:

Quello di Dario non è un blog personale. I suoi articoli parlano principalmente di web marketing. Però, mettendoci la faccia ha creato un personal brand molto forte. Molti dei suoi seguaci lo venerano: così diventa molto più facile vendere i propri prodotti.

E tutto questo non è casuale. Dario è venuto anche ad insegnare al pubblico di Italian Indie le sue tecniche di personal branding. Trovi il suo corso all’interno di Italian Indie Premium: iscriviti cliccando qui.

Le caratteristiche di un dominio internet di successo

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Se vuoi acquistare il dominio giusto, non puoi usare qualsiasi parola. Ecco le regole da seguire per fare la scelta giusta.

Il dominio deve essere “brandizzabile”

Il dominio che scegli non deve essere una parola qualsiasi. Quando lo pronunci deve sembrare un brand, come Coca Cola o Apple.

Quindi, se vuoi creare un sito sulla pizza, non conviene chiamarlo “comefarelapizza.it”. Questo non è un brand, è una frase.

Per essere un brand, è importante che il nome sia memorabile. Ciò implica due cose: deve cogliere l’attenzione e deve essere facile da ricordare.

Tornando all’esempio di Apple, sicuramente è facile da ricordare, è il nome di un frutto, non una parola difficile. Al contempo coglie l’attenzione perchè “fa strano” vedere il nome di un frutto usato per un marchio nel settore dell’elettronica.

Per rendere il tuo nome a dominio memorabile, non avere paura di usare parole inventate. Possono avere un’assonanza con il tema di cui tratti. Oppure potrebbe piacerti solo il suono. Molti dei marchi che ci circondano ogni giorno sono parole inventate (mai sentito Coca Cola?).

Come far suonare bene il tuo dominio

Pensa ad una canzone che non riesci a toglierti dalla testa. Le parole sono state scelte in modo da essere musicali, da avere ritmo, compatibilmente con il loro significato. I migliori musicisti sono molto forti in questo.

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Usando qualche stratagemma linguistico puoi ottimizzare il dominio che scegli in maniera che rimanga più facilmente in testa alle persone. I principali “trucchi” da usare sono questi:

  • non inserire trattini all’interno del nome, sono difficili da ricordare,
  • non usare lettere straniere, “è una k o una c?”,
  • se usi parole straniere, scegli solamente quelle più comuni, quelle che tutti sanno come scrivere,
  • evita i numeri altrimenti dovrai sempre spiegare se il dominio include il numero in cifre o lettere (se proprio non puoi evitare i numeri compra entrambi i domini: quello con il numero in lettere e quello con il numero in cifre),
  • usa le doppie solo se il dominio è composto da parole molto note (ad esempio GialloZafferano),
  • per dare ritmo al nome del sito, usa l’alliterazione (leggi qui se non sai cos’è).

Il dominio deve essere pronunciabile

Le persone non devono far fatica a pronuncare il nome del tuo sito. Per tre motivi.

Primo: se non sanno pronunciarlo, non sanno nemmeno come scriverlo. Come fanno ad inserire l’URL nel browser per trovarti?

Secondo: se il nome è difficile da pronunciare, è anche difficile da ricordare. Invece tu vuoi che il tuo dominio sia tatuato nella memoria di chi visita il tuo sito, dal primo momento in cui lo vede.

Terzo: un dominio difficile da pronunciare veicola un’immagine distante per la tua azienda. Al contrario, vuoi essere vicino ai tuoi seguaci, vuoi che ti sentano accessibile. Tranne in rari settori in cui effettivamente hai bisogno di creare un’aura elitaria.

Il dominio deve essere breve

Evita di usare troppe parole o troppi caratteri nel nome del tuo sito. Un dominio breve è:

  • più facile da scrivere,
  • più facile da dire,
  • più facile da ricordare (è fondamentale, te l’ho spiegato sopra).

Cosa vuol dire breve? Vuol dire usare solo due parole ma possibilmente una sola.

Pensa ai marchi famosi oggi: ad esempio tutte le marche di auto, i siti web più visitati, i nomi dei prodotti nel settore alimentare. La maggior parte è composta da una o due parole. Gli altri casi sono rari e spesso includono un articolo o una preposizione.

Indipendentemente dal numero di parole, cerca di tenerlo entro i 15 caratteri (lo dice Moz).

.it, .com, .cosa?

Il top level domain (TLD) è l’ultimo pezzo dell’URL del tuo sito. I caratteri che si trovano dopo l’ultimo punto. Ad esempio “.com” o “.it”.

Oggi le possibilità per il TLD sono tantissime. Oltre a quelle tradizionali (.com, .org., .net, ecc.) puoi scegliere parole come .media o .photo.

Non farti affascinare da queste possibilità. I due TLD migliori per un sito italiano rimangono .com e .it. Perchè?

Semplicemente perchè rispondono al criterio di memorabilità che dicevamo prima. Per la maggior parte dei navigatori del web il TLD per eccellenza è il .com. La seconda scelta è il .it, ovviamente se parliamo di un sito in italiano.

Molti tuoi lettori non vogliono fare lo sforzo di ricordare il TLD, oltre al nome del tuo brand. Quindi daranno per scontato che l’URL del sito termini con .com. Se il .com non funziona andranno con il .it.

Ad esempio, conoscerai Giallo Zafferano, il dominatore incontrastato tra i siti di ricette. Ti ricordi se il suo indirizzo è giallozafferano.com o giallozafferano.it? Appunto.

E se .com e .it sono già presi? La seconda scelta raccomandata da tutti è .net.

Per chiudere, una precisazione. Non puoi esimerti dallo scegliere il TLD al momento della registrazione del dominio.

Però, come ben sai, la maggior parte delle persone cercherà il nome del tuo sito su Google. Non lo inserirà a mano, completo di TLD ,nella barra degli indirizzi. Perciò questo criterio è secondario.

Evita brand esistenti

Questa ti sembrerà una cosa ovvia. Non si possono usare i nomi di brand esistenti.

Ma fai attenzione. Spesso nascono problemi anche se il brand esistente è solamente una parte del nome a dominio.

Torniamo a Dario Vignali. Vende un corso molto famoso su Instagram. Il suo nome attuale è InstagramOnFire. Prova però a cercarlo su Google. Come si chiama il dominio?

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Da Instagram gli hanno chiesto di cambiare nome perchè non poteva usare il loro brand.

Dover cambiare dominio è sempre una seccatura. Se usi il nome di un altro brand nell’URL del tuo sito, probabilmente i proprietari di quel nome ti chiederanno di cambiarlo.

Se lo fai, tutti amici, se non lo fai procederanno per vie legali. Meglio evitare, no?

Scegli un dominio web esplicativo

Se scegli una parola totalmente inventata, questo criterio non vale. In tutti gli altri casi, cerca di scegliere una o più parole che facciano capire a grandi linee di cosa parla il tuo sito.

Devi comunque rispettare gli altri criteri che ti ho dato. Quindi, se vuoi creare un sito sul ciclismo, non chiamarlo “comeandarevelociinbicicletta.info”.

Davide Petucco ha creato un riferimento nel settore. L’ha chiamato “CiclismoPassione.com”. Non è una frase di senso compiuto. Però come vedi rispetta tutto quello che ho scritto finora. E al contempo spiega in un lampo di cosa parla il sito.

Oltre a suggerire gli argomenti trattati, il dominio può aiutarti anche a veicolare lo stile o i valori che stanno dietro al tuo sito. Nel caso di Davide, la parola “ciclismo” indica l’argomento. La parola “passione” suggerisce che quello è il sito per i veri appassionati, quelli che appena possono saltano in bici e fanno decine di km in qualsiasi condizione meteo.

Scegli un dominio specifico, ma anche generico

Confuso? Ti spiego subito.

Come ti dicevo sopra, il dominio possibilmente deve far capire di cosa parla il tuo sito. Più è specifico, più è memorabile e più aiuta il lettore a identificarsi.

Però, se è troppo specifico, in futuro ti limiterà. Spesso conviene lanciare un business online in una nicchia circoscritta e poi espanderla in base a come vanno le cose.

Se il dominio è troppo legato a questa nicchia iniziale, quando la espanderai dovrai cambiarlo.

Torniamo all’esempio di CiclismoPassione.com. Se Davide l’avesse chiamato CiclismoSuStrada.com, avrebbe fatto un potenziale errore. Cosa sarebbe successo se ad un certo punto avesse deciso di parlare anche di sterrato?

Le keyword non sono obbligatorie nel dominio. Anzi…

Nei tempi bui della SEO (fino a pochissimi anni fa), un sito si posizionava meglio se aveva “exact match domain”. In altre parole, se il dominio era composto esattamente dalle parole chiave con cui volevi che ti trovassero su Google.

Quindi, se volevi essere trovato per “come fare la pizza”, il tuo sito doveva chiamarsi comefarelapizza.it. Questo esempio non suona male.

Ti assicuro però che se ne sono visti di molto brutti. Sui blog di settore fioccavano gli articoli che raccontavano di siti nicchia con dominio a corrispondenza esatta nelle nicchie più assurde. Sembra stupido, no?

Poi, un bel dì, Google ha aggiornato il suo algoritmo. È arrivato l’EMD update (Exact Match Domain Update). I siti exact match domain non sono più stati premiati. Anzi, quelli con contenuti di bassa qualità sono stati severamente puniti:

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Da http://www.domenicopuzone.com/seo/domini-chiave-esatta-emd-seo

Quindi, ovviamente, oggi trovi sedicenti esperti SEO che ti raccomandano di NON inserire le keyword nell’URL del sito. Non è proprio così.

Devi capire una cosa. Google ha un solo criterio per decidere il posizionamento: vuole portare in cima i risultati più utili ai suoi utenti.

A questo scopo impiega tecniche di intelligenza artificiale sempre più sofisticate, coadiuvate da stuoli di revisori umani. In altre parole, più il tempo passa, più Google riesce a distinguere e classificare i siti come un essere umano.

Quindi, come un essere umano, non è che Google trova una keyword nell’URL del tuo sito e dice “Ah, beccato! Ora ti penalizzo”.

Se il sito è privo di contenuti di qualità, viene punito. Se invece il sito è utile per i suoi lettori, non c’è nessun problema.

Il sito di Davide Petucco che menzionavo sopra contiene evidentemente una keyword. Non è mai stato penalizzato per questo perchè i suoi lettori ne traggono grande beneficio.

Se il dominio non è disponibile, considera prefissi e suffissi

Bene, hai seguito tutte le mie indicazioni (batti cinque!) e hai trovato il dominio perfetto per il tuo sito web. Allora vai online, verifichi la disponibilità e…

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E adesso cosa fai? Atti di violenza contro i manigoldi che te l’hanno rubato sono da escludere. Comprare il dominio da loro potrebbe essere proibitivo, soprattutto se sei agli inizi.

In genere puoi comprare un dominio a meno di 10€. Quando cerchi di acquisirlo da qualcun altro, anche se non viene usato attivamente, è probabile che ne risvegli l’avidità.

D’altronde pensaci: hai un dominio inutilizzato che ti costa 10€ all’anno. Poi arriva un tizio che lo vuole comprare. Qualsiasi cifra chiedi sarà puro profitto.

Il modo più veloce per risolvere il problema del dominio non disponibile è usare prefissi o suffissi. Quindi, tieni il dominio che hai ideato con tanta fatica, ma ci aggiungi solo un pezzetto.

Ecco alcune idee:

  • articoli determinativi,
  • “come”,
  • “migliore” o “miglior”,
  • “tutto”,
  • “oggi” per i siti di news,
  • “store” per gli ecommerce,
  • “online”,
  • “info”.

Esistono anche degli strumenti che ti aiutano a creare variazioni del nome. Te ne parlo nella prossima sezione.

Quali strumenti usare per trovare il dominio giusto

Stavi aspettando questo momento, lo so. La sezione dei tool è sempre la più golosa.

Purtroppo devo darti una delusione. Esistono tantissimi siti che ti aiutano a generare nomi a dominio. Però c’è un problemino: la lingua.

I suggerimenti validi per l’inglese non funzionano per l’italiano.

Ho fatto lunghe ricerche per questo post. Ti avviso: troverai diversi articoli in italiano con la lista degli strumenti per generare domini internet. Purtroppo spesso includono strumenti inutili in italiano.

La lista dei siti gratuiti che mi sento di raccomandarti è molto ridotta:

  • http://wordoid.com/ genera combinazioni semi casuali di parole, anche in italiano,
  • http://www.domainsbot.com/ ti dà parecchie opzioni a partire dalle parole chiave che inserisci, anche in italiano, però non sembrano di alta qualità,

Una volta che sei pronto alla registrazione del tuo dominio, puoi usare uno di questi strumenti:

  • http://www.domini-liberi.it/lista_di_parole, se vuoi verificare tanti domini contemporaneamente,
  • Register.it, quello dove compro di solito. Ha una bella interfaccia, posso verificare velocemente la disponibilità e mi propone anche alternative se il dominio non è libero.

L’ultimo strumento che ti consiglio non serve per verificare la disponibilità, ma ti spesso è più utile di quelli che ho elencato sopra. Si chiama SEOZoom. È un software italiano potentissimo per sviluppare la strategia di posizionamento sui motori di ricerca.

Il suo modulo di ricerca delle parole chiave è potentissimo. È questo che ti aiuta a generare il dominio. Quando inserisci una parola chiave, vengono suggerite molte varianti. Inoltre, trovi anche una lista di parole che tipicamente vengono citate insieme alla parola chiave.

Forse non è chiaro. Lascia che te lo mostri con uno screenshot:

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Come usare questi risultati?

Le diverse parole chiave possono suggerirti domini completamente nuovi. Se si tratta di parole diverse da quelle che avevi pensato tu ma hanno comunque un buon numero di ricerche, sono buoni candidati anche per la SEO.

Poi, puoi usare le “parole citate insieme” per creare varianti del dominio. Alcune potrebbero suonare meglio. Ma soprattutto, se quello che avevi scelto è occupato, queste piccole variazioni ti possono togliere velocemente dell’impasse.

SEOZoom è un software ad abbonamento. Se hai intenzioni serie sulla SEO e il tuo sito è in italiano, non credo troverai un aiuto migliore. Ma se vuoi usarlo solo per il dominio, ovviamente non ti conviene pagare.

Puoi comunque usare la prova gratuita. Ti permette di fare un numero limitato di ricerche ogni giorno e limita il numero di risultati visibili. Però quello che vedi potrebbe bastarti.

Iscriviti alla prova gratuita cliccando qui. Nella pagina che si apre compila il form e clicca su Registrati.

Pronto per partire?

Senza un dominio, non puoi esistere online. Inoltre, come ti ho spiegato in questa guida, il tuo dominio web va scelto bene. Te lo dovrai portare dietro per un po’ e la prima immagine conta.

Ti ho dato i più importanti criteri per scegliere il dominio giusto. Sono il frutto di un’estesa ricerca, quindi puoi fidarti: sono i più importanti. Seguili e sicuramente troverai il nome migliore.

Un solo avvertimento: scegliere bene il dominio è importante, molto importante, ma non deve essere il motivo per cui il tuo progetto online non parte.

Troppe cose possono ostacolare la tua strada verso l’indipendenza come imprenditore digitale. Imponiti un limite: fissa una scadenza molto vicina entro cui avrai scelto il dominio. Arrivata la scadenza, scegli l’opzione più convincente tra quelle che hai trovato e non pensarci più.

Così poi sarai pronto a comprare l’hosting e finalmente lanciare il tuo progetto
online.

In bocca al lupo!

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