Paura di fallire, restare solo, senza soldi, senza lavoro e con la vita rovinata?

“Con la fame di lavoro che c’è in giro e la gente che non vuole spendere un soldo? Tu sei pazzo.”

Questa è stata la risposta di un mio conoscente quando gli ho parlato della mia decisione di lavorare su Italian Indie. E non era l’unico a esprimere queste considerazioni, in maniera più o meno manifesta.
Il “tu sei pazzo” è un abbreviazione che significa:

Fallirai, resterai senza lavoro, senza soldi, solo e con la vita rovinata.

E non è che a me non sia mai passato per la testa.
Si chiama “secondo pensiero”, prima sono esaltato per quello che sto facendo o per i traguardi che ho raggiunto, l’istante dopo, BAM:

fallirò, resterò senza lavoro, senza soldi, solo e con la vita rovinata.

Certo è normale, ma non è così facile venirci a patti.
Quando troviamo un’idea con cui unire business e passioni, in automatico quella parte di noi che teme l’uscita dalla zona di comfort ci spara contro il meglio del suo arsenale anti-cambiamento.

Quello che posso vedere nella mia esperienza è che il momento più difficile è l’attimo prima di fare il salto, fuori dalla zona di comfort. Da lì in poi ogni passo verso il cambiamento rende più facile tenere a bada i “secondi pensieri”.

Per cui se hai un progetto che risuona con le tue passioni e ti potrebbe permettere di conquistare la tua libertà personale ed economica, non lasciarti fermare.

É rischioso?
Sì.
E ogni giorno che aspetti lo sarà di piú.
Sia chiaro, non corri il pericolo di morire. Bere troppo è mortale (ho visto un uomo con il fegato spappolato dall’alcol ed è un male che non auguri neanche al tuo peggior nemico).
La vita è rischiosa, oppure è inutile.
É meglio assumersi oggi dei rischi positivi, piuttosto che rinviare a domani e rimpiangere di non aver avuto più coraggio quando serviva.

Fallirai?
Forse.
9 imprese su 10 non superano il primo anno di vita.
Chi non ci prova proprio invece ha il 100% di essere e restare un insoddisfatto.

Resterai senza lavoro?
Altamente improbabile.
Parlo per me, ovviamente. Mi rendo conto che è un periodo difficile per mettersi a cercare un’occupazione, ma un’esperienza imprenditoriale, comunque vada, ti obbligherà ad acquisire una serie di competenze di organizzazione, vendita e marketing che sicuramente sono utili e interessanti nel curriculum.

Resterai senza soldi?
No.
Fai bene i vostri tuoi, e cerca di assicurarti di avere un budget di riserva su cui far conto.
Non è obbligatorio, potresti anche decidere di investire tutto in un progetto in cui credere e magari avrai più fortuna di altri, ma avere un paracadute (per quanto stiracchiato), aiuta ad affrontare il viaggio con un minimo di tranquillità in più.

Resterai solo?
Vai da qualcuno, raccontagli il tuo progetto, se ti dà del pazzo, molto probabilmente non è una persona su cui potrai far conto in caso di difficoltà. Meglio perderlo subito.
Le persone che ti stimano, che ci tengono veramente a te, ti staranno vicine comunque. Sanno che ci metterai l’anima per non deluderli, e se anche fallirai non ti volteranno le spalle.
Senza contare che al di fuori della piccola zona di comfort ci sono persone eccezionali da incontrare.

La tua vita sarà rovinata?
Com’è fatta una vita riuscita?
Lavorare, mangiare, dormire e tenere in cassaforte passioni, sogni e speranze?
Se credi in qualcosa ci sputi il sangue sopra e fai tutto quello che puoi per realizzarlo.
Stare attaccati a qualche presunta sicurezza credo sia un condannarsi a vivere nelle proprie bugie, e quando te ne accorgi magari sarà troppo tardi.
La soddisfazione arriva quando si lavora per rendere possibile ciò in cui si crede.
Anche se sembra impossibile.

Ridimensionati i “secondi pensieri”, arriva il momento di agire. Nella mia esperienza sono 5 i passi fondamentali.

1- Iniziare, subito

Esatto oggi. Tira fuori quell’idea che continui a tenere chiusa nel cassetto e inizia a lavorarci. Questa è una cosa che si può fare tranquillamente nel tempo libero dal lavoro. Andrea Giuliodori di EfficaceMente, nel 2008 ha aperto il suo blog, non ha mai smesso di lavorare e oggi il suo sito gli garantisce un secondo stipendio, oltre alla soddisfazione di aver aiutato tante persone.
Non importa quanto tempo puoi dedicarci, ma smetti di lavorare solo per gli altri e inizia a crearti un tuo side business.

2- Gestire la paura

Nel momento in cui inizi a dedicarti a una tua idea, cominci anche a sfidare un sistema in cui sei stato integrato fin dalla nascita.
Il concetto base è che le persone normali dovrebbero occuparsi di trovare un lavoro e fare una vita normale (non chiedermi la spiegazione di “normale”).
Nessuno ti dirà che sei la persona giusta per fare la differenza, puoi farlo e basta.
Da Larry Page fino al venditore di piadine di Rimini, la paura di non potercela fare la sentono tutti.
Essere un imprenditore significa alzarsi tutte le mattine, sentire il terrore che ti si attacca alle spalle e decidere di andare avanti comunque. Il trucco è fare un piccolo passo tutti i giorni.
Quella di resistere alla paura è un’abitudine e la si impara, compiendo azioni per quanto piccole ogni giorno.

3- Assumiti la responsabilità

Se qualcosa va storto, non è colpa del mercato, non sono i collaboratori che non hanno capito la tua visione grandiosa, non sono i familiari che non ti hanno supportato abbastanza. Devi assumerti interamente la responsabilità di quello che succede nella tua vita. Non hai il controllo sul mondo, ma sei tu che decidi come agisci e come reagisci. Dare la colpa agli altri serve solo per deresponsabilizzarti e togliere energia alle tue azioni.

4- Preparare

Se iniziare è una cosa che va fatta subito, fare un salto e lavorare unicamente alla creazione/sviluppo del proprio business è un passaggio che va misurato con più attenzione.
Il mondo in cui ci si relaziona alla vita dell’indipendente è diverso per ogni persona e devi capire bene come gestire le tue emozioni.
Oltre a questo: carta e penna e un minimo di matematica. E ricorda che certi passaggi più si rinviano più sono difficili. Non è mai troppo tardi, ma sicuramente è più difficile fare un salto del genere quando c’è un mutuo e una famiglia di cui prendersi cura.

5- Credi nella vision

Questo è un consiglio che mi ha passato Cecilia Sardeo CEO di Mindvalley Italy. Come imprenditori bisogna avere una visione ampia, guardare oltre l’ostacolo, che in questo momento ci ferma, e credere nel progetto. Devi fissare un obiettivo grande, ambizioso, se vuoi anche apparentemente impossibile. La vision cambierà, si evolverà, ma va difesa. Dev’essere la tua spinta nei momenti difficili, lavoriamo, lottiamo e resistiamo perchè crediamo nell’importanza di questa visione.

Popolo Indie

A te la parola, cosa ti trattiene dal lanciarti nel tuo viaggio verso l’indipendenza? O cos’è che ti ha dato la forza per fare il salto?

Dite la vostra sui commenti qua sotto.

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Samuele Onelia

Samuele Onelia

Ho scritto il libro più breve sul copywriting: Maledetti Indecisi. Niente lungaggini. Lo leggi in 46 minuti.
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