Partire leggeri: impara perchè la lean startup fa per te

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Ok, vuoi fare l’imprenditore, ti do la procedura:

  • trascorri settimane per partorire un’idea geniale, rivoluzionaria, per un servizio o un prodotto,
  • per qualche mese, ti chiudi nel tuo laboratorio circondato da esperti in camicie bianco, per creare un progetto dettagliatissimo,
  • fai un piccolo test a porte chiuse, non funziona,
  • altri mesi con gli scienziati pazzi a elaborare un’alternativa,
  • lanci il prodotto o il servizio perchè ormai hai finito i soldi,
  • ti converti a molte religioni contemporaneamente per massimizzare la probabilità che una divinità ti porti il successo.

Ma se poi non funziona? Avrai buttato via tantissimo tempo e tantissimo danaro, forse non ne avrai altro a disposizione per riprovare.

Questo approccio lento, che massimizza il rischio e i costi, è stato per molti imprenditori l’approccio naturale in passato. Ora, però, per fortuna non è più così, abbiamo la lean startup (in italiano, startup agile, leggera, ma è meglio tenerlo in inglese).

La persona che ha lanciato questo metodo di fare impresa e questo movimento è Eric Ries. Lui è l’autore che devi leggere per capire come fare lean startup, o come rendere “lean” la tua impresa, qualunque essa sia.

Il suo libro si intitola “Partire leggeri”  (“The lean startup”, in inglese). In questa recensione cercherò di farti capire la sua importanza.

Cos’è la lean startup e perché è così importante?

Lean startup non è una moda, come alcune diete o alcuni programmi di allenamento per il fitness. Si tratta invece del metodo che ha portato al successo moltissime delle aziende che oggi sono sulla bocca di tutti (mai sentito Facebook o Groupon?). E non si parla di un successo qualsiasi, ma di crescite esplosive, nel numero di clienti e nei guadagni.

Inoltre, anche grandi aziende “antiche” hanno applicato questa metodologia al loro interno. Hanno così ottimizzato singoli settori o singoli prodotti, gestendoli in maniera moderna e migliorandone la redditività.

Non vado qui a spiegarti il metodo lean startup in dettaglio, non è il luogo, ma ci sono tre parole che devi ricordare per riassumerlo: build, measure, learn. Ovvero: costruisci, misura, impara.

Questo è il ciclo che la tua attività deve seguire per essere “lean”:

  • costruisci il tuo prodotto (o servizio) il più velocemente possibile,
  • misura i risultati in maniera da avere dati utilizzabili per migliorare,
  • impara dai dati come migliorare il tuo prodotto (o servizio),
  • ripeti da capo.

Questo ciclo, mi ripeto, deve essere realizzato rapidamente. Così minimizzi i costi, riduci il rischio, cresci più velocemente, fornisci prodotti e servizi migliori.

Per capire meglio devi leggere “Partire leggeri”, che spiega tutto molto chiaramente. Intanto ti sei fatto un’idea.

L’autore

Eric Ries (si pronunica “Riis”, non “Rais”) è un imprenditore la cui azienda più importante è stata IMVU, una specie di social network o chat con avatar tridimensionali. Al 2011, IMVU aveva 40 milioni di utenti e generava 40 milioni di dollari di fatturato.

Ma, ovviamente, ciò per cui è più conosciuto è la diffusione della metodologia lean startup, di cui è stato pioniere. Il suo libro ed il suo blog hanno creato un vero e proprio movimento.

Nessun imprenditore moderno può definirsi tale senza sapere come funziona la lean startup.

Il libro

Capita talvolta che il primo libro che introduce un nuovo metodo o concetto sia utile per diffondere l’idea ma non la approfondisca a sufficienza. Non è il caso di “Partire leggeri”.

Questo libro non è solo utile come strumento di “evangelizzazione” per far conoscere la lean startup a chi ne è ancora all’oscuro. Si tratta di un vero e proprio manuale che descrive come implementare la metodologia nella tua impresa.

Le tre parti in cui il libro è suddiviso ti spiegano come:

  • creare la visione, l’idea su cui basare l’impresa,
  • creare il prodotto o servizio, testarlo, implementare i cambiamenti necessari,
  • accelerare la crescita in maniera sostenibile, rimanendo “lean”.

Vengono spiegati con chiarezza ed in dettaglio tutti i concetti chiave della lean startup: minimum viable product (MVP), innovation accounting, pivot e così via. Si tratta di concetti nuovi per chi conosce solo il vecchio modo di fare impresa, ma alla fine della lettura ti sembrerà di averli sempre conosciuti.

Le spiegazioni sono rese ancora più efficaci dagli esempi usati nel libro. Prima di tutto, l’azienda che l’autore stesso  ha portato al successo, IMVU, è il caso di studio che ti accompagna dall’inizio alla fine. Scelte giuste e sbagliate fatte nel corso della vita di questa azienda servono a farti capire come il metodo lean startup sia servito a portarla sulla strada giusta e a farne esplodere la crescita.

Oltre a IMVU, il libro è costellato di esempi di startup che hanno raggiunto il successo negli ultimi anni, come Dropbox e Groupon, grazie al loro approccio lean. Ma non mancano esempi di aziende più all’antica, o legate a mercati più tradizionali, che hanno saputo rinnovarsi allo stesso modo.

Il tutto è presentato in maniera sistematica, proprio come in un manuale. Il linguaggio estremamente chiaro permette a chiunque di capire il metodo lean startup per poterlo applicare alla sua impresa.

Ma vale solo per le aziende “moderne” e tecnologiche?

Quando si parla di startup, si pensa sempre a qualcosa di estremamente moderno e magari legato al mondo di internet o alla tecnologia. In parte potrebbe essere vero, in quanto una startup è tale proprio perché porta innovazione.

Però, il metodo non funziona solo per le startup o solo per le imprese tecnologiche. Già gli esempi del libro te lo fanno capire, in realtà.

Anzi, questo metodo ha preso le mosse dal “lean manufacturing”, una metodologia di produzione utilizzata da Toyota per le sue automobili. Un’industria dello scorso secolo, quindi.

Certo, la velocità è massimizzata nelle startup tecnologiche, soprattutto quelle che operano nel software o nei servizi online. Ma, seppur con velocità minore, anche le aziende legate all’offline e al mondo fisico trarranno sicuramente beneficio dal diventare lean.

In conclusione: devo comprarlo?

Penso che qualsiasi imprenditore moderno debba conoscere e applicare il metodo lean startup. Che tu sia un freelance, uno startupper, un negoziante, un blogger, un commerciante, un ristoratore, conoscerlo ti servirà a far crescere la tua impresa e i tuoi guadagni in maniera intelligente e sostenibile.

Quello della lean startup è un movimento globale che coinvolge migliaia di imprenditori e aspiranti tali. Una volta letto “Partire leggeri” avrai mille modi di approfondire le tue conoscenze e apprendere in dettaglio come applicarle nel tuo caso specifico. Troverai libri, blog, forum eventi che ti sapranno sempre aiutare.

Anche qui su Italian Indie troverai sempre interviste ad imprenditori che hanno fatto proprio questo metodo, interamente o almento in parte. Quindi, leggi “Partire leggeri” e torna qui a scambiare i tuoi pensieri e i tuoi successi lean con noi.

Per acquistare il libro in clic, usa il pulsante qui sotto:




PS: un’ultima nota sulla traduzione del titolo. “Lean startup” è ormai praticamente un nome proprio, una parola chiave riconosciuta in tutto il mondo. Come spesso accade, la traduzione è estremamente infelice. “Partire leggeri” fa pensare ad un libro sul viaggio…

Io ho letto la versione inglese, spero che scelte altrettanto infelici non siano state fatte nella traduzione del testo.

Alberto Cabas Vidani

Alberto Cabas Vidani

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