La Differenza tra Imprenditore e Formatore – con Davide Colonnello, ep. 133

Davide Colonnello era un giocatore professionista di pallacanestro.
Quando si è reso conto che lo sport lo poteva poteva portare solo fino a un certo punto ha dovuto porsi una domanda difficile.

“Cosa voglio fare con la mia vita?”

Aveva grandi ambizioni, ma non era in grado di concretizzare un percorso per realizzarle.
Mentre lavorava in Inghilterra ha scoperto il trading e grazie a questa passione è nato uno dei primi blog italiani autorevoli nel settore.
La completa trasformazione in imprenditore è arrivata quando grazie al sito internet Davide ha conosciuto il suo primo socio e insieme hanno lanciato il primo progetto business.

Oggi Davide è socio di Classe Quattro che controlla diversi progetti imprenditoriali in settori diversi. Nell’intervista ci siamo focalizzati su due di questi Professione Forex e i giochi Startup e Geniup.

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8 commenti su “La Differenza tra Imprenditore e Formatore – con Davide Colonnello, ep. 133”

  1. Avatar
    William Portinari

    Bella intervista, mi ha chiarito bene la differenza tra un progetto basato sulla personalità del “formatore” (e che trova nel formatore il proprio limite di crescita) e un progetto basato su un “concetto/idea/brand” portato avanti da un team.
    Obiettivi diversi da portare avanti a seconda delle proprie ambizioni.

  2. Avatar
    Davide Colonnello

    Sono contento William che ti sia piaciuta.
    Grazie Samuele, è venuta bene l’intervista, mi sono divertito a farla e tu hai saputo fare delle domande molto stimolanti.
    Domani la condivido sui miei canali così ricambio la cortesia e do un po’ di visibilità ad Italian Indie che è proprio un bel progetto!

  3. Avatar
    William Portinari

    vero, tanti punti da riascoltare più volte, soprattutto perchè è una bella panoramica completa di come evolvere un prodotto/business.

  4. Avatar
    William Portinari

    Grazie a te Davide per tutto ciò che hai saputo raccontarci,
    rileggendo il pdf “prendi il meglio” c’è un punto che però non mi convince molto, ossia “parti con qualcosa, qualsiasi cosa”… parlano tutti di sfruttare la propria passione e credere nelle proprie idee, ma se prendo la prima idea che mi salta in testa, parto, e dopo pochi mesi mi ritrovo senza passione, e senza stimoli, che si fa?
    Magari ho inteso male io, e concordo sul fatto che l’idea giusta non arriva mai nè per prima nè pianificandola… però non me la sentirei mai di buttarmi a fare il broker (perchè c’è business e si guadagna) quando l’unica cosa che so fare bene è disegnare…
    non so, questo punto mi confonde…

  5. Avatar
    Davide Colonnello

    Te lo spiego meglio perché è molto importante e in effetti l’hai un po’ malcompreso sembra.
    NON intendo assolutamente iniziare con qualsiasi cosa a caso tanto per iniziare.
    Come ho spiegato anche nell’intervista io non ho iniziato a caso, ho iniziato con un progetto mio sul trading (Forexmind), che ho studiato nei minimi dettagli e ho cercato di fare il business migliore che potessi fare. Poi non si è rivelato il business della mia vita, ma ha aperto le porte per altro che è venuto dopo.

    Il punto però è partire. E’ fare qualcosa nel campo che ti piace o dove vedi un’opportunità che ti senti bene nel perseguire.

    Il messaggio è più che altro per quelle persone che aspettano di avere l’idea del secolo prima di partire. Se per esempio sei interessato al campo della cucina, per fare un esempio di un argomento che sembra molto di moda adesso, puoi avere tre approcci:
    1) Hai subito l’idea del secolo a cui nessuno aveva pensato e parti (Raro, ma possibile)
    2) Non hai nessuna idea che sulla carta ti può far svoltare ma hai l’idea di un buon business che potrebbe funzionare. Provaci, parti. Poi vedi quello che succede, correggi, ecc.
    3) Non fai nulla perché aspetti di avere l’idea del secolo.

    Come puoi capire la situazione 1 è rara e si applica, sfortunatamente a poche persone.
    La 3 purtroppo è piuttosto comune. Le persone rimangono con i loro sogni nel cassetto e non fanno nulla.
    Ecco perché io ho detto di andare con l’approccio 2: studia il mercato, fortifica le tue passioni, parti con un business che abbia senso ma con la consapevolezza che potrebbe anche non essere il business della tua vita. Fai del tuo meglio e tieni gli occhi aperti alle opportunità.

    Spero di essere stato più chiaro.

    In bocca al lupo per il tuo business!

  6. Avatar

    Anche se dopo pochi mesi capisci che quello che hai iniziato non funziona, secondo me è comunque un passo avanti rispetto a chi non combina nulla e guarda il soffitto.

    Personalmente le prime cose che ho iniziato sono stai dei buchi nell’acqua totale:

    – idea blog salute (quasi 6 mesi di lavoro per niente)
    – idea blog crescita personale (articoli che ho ancora sul mac, ma che non pubblicherò mai, spero per la mia reputazione)
    – idea social network farmacie (mesi a parlare con sviluppatore e niente da fare)

    Se vuoi continuo 😉

    Tutti fallimenti tutto tempo perso, però mi ha aiutato a capire cosa potevo fare e soprattutto mi ha mostrato quali errori dovevo evitare.
    Certo se partivo subito con Italian Indie era meglio, meno frustrazioni, ma se non avessi fatto nulla aspettando l’idea giusta, anche Italian Indie sarebbe stato un fallimento ci scommetto quello che vuoi.

  7. Avatar
    William Portinari

    Davide e Samuele, vi ringrazio per le risposte che mi avete dato, e vi ringrazio per lo spronare me e tanta altra gente ad iniziare a FARE qualcosa.
    Adesso smetto di guardare il soffitto… 🙂

I commenti sono chiusi.

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