058: Cosmano Lombardo – Se vuoi diventare imprenditore, impara a comunicare

Ascolta l’intervista a Cosmano Lombardo

Cosmano Lombardo
Cosmano Lombardo

Se nella vita vuoi fare la differenza e conquistare la tua indipendenza, unisciti al Popolo Indie e ascolta Cosmano Lombardo mentre ci racconta il suo viaggio per diventare un imprenditore indipendente e di successo.

Cosmano è uno dei soci di GT Idea,  società nata attorno al GT Forum. Sono uno dei punti di riferimento in Italia per quanto riguarda la formazione e la consulenza in ambito SEO e Web Marketing. Nell’intervista ripercorriamo il viaggio di Cosmano a partire da quel primo seminario a cui aveva partecipato una manciata sparuta di persone. 

Parliamo di

  • Fondare una società a partire da eventi gratuiti.
  • E se il tuo primo evento ha solo 12 partecipanti?
  • Le percezioni che ha il team sono più importanti di quello che accade realmente.
  • Svegliarsi presto aiuta ad avere successo.
  • Non muoversi a caso, avere un piano definito.

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Il business di Cosmano Lombardo: GT Idea

Sigla a cura di Agostino Giglio di PrimaPagaTeStesso.it






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Samuele: “Oggi è qui con me Cosmano Lombardo, Cosmano sei pronto?”

Cosmano: “Sono prontissimo, buongiorno a tutti. Grazie Samuele.”

S: “Benvenuto. Cosmano è uno dei fondatori di GT Idea, è una realtà che sul web è molto conosciuta, soprattutto attraverso il forum GT, e poi nel corso dell’intervista vedremo come si è sviluppata e quali direzioni ha preso questa attività. Però prima, Cosmano, ti lascio la parola in modo che, per chi magari non ti conosce, ti presenti e dai qualche informazione di background su di te.”

C: “Certo, brevemente, sono Cosmano Lombardo, sono uno dei soci di GT s.r.l., e mi occupo della direzione aziendale e del business develpment di tutta l’azienda e dei vari settori in cui operiamo, questo in due parole. Se posso approfittarne, vorrei dire due parole su come è nato il nostro progetto poiché (???) il nostro progetto è abbastanza anomalo dal punto di vista imprenditoriale e aziendale poiché, c’era appunto il forum nato nel 2004 e creato da Giorgio, dopodiché nel 2007 abbiamo iniziato a creare l’azienda dal forum, e da qui si sono sviluppati i tre rami aziendali, quello consulenziale, quello relativo alla formazione, e infine la parte del network con il forum e un progetto di magazine che attualmente è un po’ in fase embrionale, ma che si sta sviluppando di volta in volta.”

S: “Siccome durante la conversazione ad un certo punto ti ho perso, ti chiedo un approfondimento. Di questi tre rami attualmente, su quale siete più concentrati?”

C: “Siamo concentrati in egual misura su tutti e tre, sicuramente la parte formativa è quella che viene maggiormente palesata, insieme al forum, perché facciamo molta formazione, sia gratuita, online, e in aula su tutto il territorio italiano e anche a pagamento. Dopo di che è molto conosciuto il forum che seguiamo in modo costante, la parte consulenziale, per la quale ci riferiamo principalmente ad un target di medie e grandi aziende, è quella meno pubblicizzata ma che seguiamo assolutamente allo stesso modo. Quindi siamo concentrati su tutti e tre i rami.”

S: “Molto bene. Direi, andiamo in approfondimento in quella fase tra il 2004, quando è nato il forum di GT, e quegli anni che poi hanno portato effettivamente alla nascita e alla trasformazione da forum a impresa a tutti gli effetti. Prova a descriverci quel passaggio come si è sviluppato.”

C: “E’ un passaggio abbastanza particolare e ha radici molto più lontane perché io e Giorgio siamo amici di vecchia data, da quando abbiamo zero anni, siamo nati nella stessa via, siamo cresciuti, abbiamo fatto le stesse scuole, stessa classe, e avevamo questo sogno di poter lavorare insieme e di creare un progetto comune che, prima di un progetto aziendale, fosse un progetto di vita. Quindi negli anni abbiamo fatto varie esperienze scolastiche insieme, dopo di che son partito per l’università e nel 2004 io mi trovavo a Forlì, dove studiavo scienze internazionali e diplomatiche e mi occupavo di cooperazione allo sviluppo e avevo fatto altri tipi di esperienze; Giorgio è salito a Forlì, l’ho contatto semplicemente e gli ho detto ‘Vieni a Forlì’, anche perché c’era economia di internet ai tempi, lui era alle prese col forum, e dopo pochi mesi, con economia di internet c’era poco da prendere per me, quindi io sinceramente non mollo, e si è buttato a capofitto sul forum. Dopo di che in quegli anni, continuavamo sempre a sentirci, lui è rimasto per un certo a periodo a Forlì e poi è partito per la Thailandia; al rientro, era il 2006 e io ai tempi lavoravo al Ministero dello Sviluppo e al Ministero degli Esteri a Roma, ci siamo reincontrati e mi ha illustrato l’idea di questo progetto aziendale, anche se ai tempi non era aziendale, così ho accettato, era il nostro sogno poter lavorare insieme, iniziamo questo percorso e da lì, dal forum, siamo partiti successivamente a fare gli eventi.”

S: ”Torna un attimo sul forum perché, Giorgiotave.it è conosciuto però puo’ essere che per alcuni ascoltatori sia una novità. Quando dici che Giorgio si concentrava sul forum, nella fase tra il 2004 e il 2006, in quella fase era già remunerativo o era un’attività che, a lui per primo e poi in generale per le attività di GT, è servita per creare una community attorno a questo progetto?”

C: “Non c’era alcun tipo di modello di business dietro, era un progetto che Giorgio aveva ideato proprio in ottica di condivisione di tutte quelle che erano le sue conoscenze, e di tutte le persone che costantemente alimentavano il forum, perché poi il nucleo portante di tutta la nostra attività, sin dall’inizio quando ancora non era un’azienda, è stato e continua ad essere il rapporto da parte delle persone, quindi, ai tempi non c’era un modello di business, Giorgio aveva creato il forum con focus sulla SEO, però sono state sempre sempre trattate tematiche attinenti al mondo internet, all’online, e quindi c’erano dei sistemi pubblicitari quali i ban e quant’altro, però non c’era un modello di business dietro e che è stato creato successivamente.”

S: “E appunto, il modello di business come l’avevate ipotizzato, almeno nella fase iniziale, per partire? Ma specifichiamo, perché forse l’hai detto ma si è perso nell’introduzione iniziale in cui c’è stato un momento di salto (della linea), come soci fondatori siete tu, Giorgio Tave e Andrea…”

C: ”L’azienda è stata fondata da Giorgio, inizialmente ha creato l’azienda, poi siamo subentrati io e Andrea Pernici, quindi attualmente la società è composta da Giorgio Taverniti, da me e da Andrea Pernici.”

S: “Mi pareva giusto specificarlo. Spiegaci all’inizio come avevate pensato di monetizzare questo brand che stavate costruendo.”

C: “Anche questo è anomalo, perché?, cosa succede quando ci siamo reincontrati io e Giorgio, non ricordo precisamente se fine 2006 o inizio 2007? Giorgio era già alle prese col secondo convegno GT, che io ho seguito per dare una mano a lui in quanto mio amico. Poi siamo partiti successivamente in Thailandia, e lì abbiamo messo a fuoco tutta l’idea futura, però siamo partiti con il sogno di rientrare in Italia e realizzare degli eventi gratuiti in tutta la penisola, senza alcun tipo di sistema remunerativo, avevamo degli importi, abbiamo tirato su un’associazione …(persa la linea) … siamo rientrati dalla Thailandia in Italia, e abbiamo fatto la prima tappa a Pizzo Calabro, allora investivamo i soldi che avevamo a disposizione personalmente, poi abbiamo creato l’associazione GT lab, e con le quote dei soci finanziavamo questi eventi. Durante gli eventi ci arrivavano richieste di consulenze, piccole, che abbiamo sfruttato sia per fare esperienza consulenziale, ma soprattutto per realizzare gli altri eventi. A dicembre abbiamo realizzato il convegno, allora era alla sua terza edizione, e lì ha cominciato a prendere forma tutto il progetto, e quindi abbiamo iniziato a realizzare eventi a pagamento, eventi gratuiti che continuiamo a realizzare anche oggi, e le consulenze che iniziavano ad incrementare. E’ stato quindi un processo inverso, ossia, per realizzare gli eventi gratuiti, per mettere a disposizione la conoscenza, per condividerla, per formare le persone gratuitamente, abbiamo inventato un sistema di business, o di eventi a pagamento e poi le consulenze.”

S: “E puoi quantificare all’inizio qual è stata l’entità del vostro investimento? Dicevi che vi autofinanziavate.”

C: “Sinceramente non ricordo, però parliamo dei costi dei viaggi, siamo rientrati dalla Thailandia e siamo partiti per la Calabria, abbiamo fatto Pizzo Calabro, da Pizzo siamo andati Riccione, quindi era un investimento di questo tipo, anche perché c’era e continua ad esserci un grosso supporto da parte delle persone sul posto, che si adoperavano per individuare delle strutture gratuite. Questo per il primo anno. Successivamente le strutture gratuite hanno iniziato a voler essere pagate e quindi abbiamo iniziato a …”

S: “Posso immaginare che anche la partecipazione poi sia aumentata dal secondo anno, per cui fosse difficile trovare strutture gratuite.”

C: “Assolutamente. La cosa molto simpatica è che, rientrati dalla Thailandia abbiamo fatto il primo evento a Pizzo Calabro, e sia io che Giorgio siamo calabresi, ai tempi ancora non c’era Andrea Pernici, e abbiamo evitato di comunicare ai nostri amici che avremmo realizzato questo mini-evento, perché altrimenti si sarebbero presentati tutti solo per vedere noi, ma non per l’evento in sé. E c’erano 12 partecipanti. Ci siamo guardati io e Giorgio e ci siamo detti ‘Che facciamo?’. Fortunatamente subito dopo qualche settimana, abbiamo avuto l’evento a Riccione e lì c’è stato il primo riscontro, c’erano circa 70 o 80 partecipanti, un buon numero.”

S: “In questi ormai 7 anni, siete partiti nel 2007, qual è stata la situazione più difficile che hai o avete dovuto affrontare?”

C: “Ci sono stati vari momenti difficili, probabilmente 2 o 3 anni fa, quando abbiamo detto ‘ok, perfetto, cosa facciamo?’. Iniziamo solamente noi tre con vari consulenti esterni oppure ci mettiamo giù davvero un modello di business da sviluppare e facciamo crescere l’azienda? E ci siamo guardati in faccia, io, Giorgio e Andrea, e siam partiti, abbiamo iniziato a creare l’azienda. Quindi fondamentalmente siam partiti nel 2007, ma dal punto di vista prettamente aziendale, vero e proprio, è da 3 anni che stiamo operando costantemente. E da lì in poi, ci sono stati vari momenti, credo che la parte più difficile, da imprenditore, e che penso sia utile anche agli altri imprenditori, è quella della costruzione del team, al giorno d’oggi, poiché ci si rende conto di varie cose, soprattutto di quanto la percezione, da parte delle persone che lavorano con te, sia molto più importante di quello che accade realmente, e quindi, nella costruzione del team, si creano delle situazioni abbastanza ….”

S: “Spiegalo meglio questo che secondo me è interessante.”

C: “Nel momento in cui inizi a selezionare le persone, le rendi partecipi del progetto, poi il nostro prima di essere un progetto aziendale è un progetto di vita, si creano vari screzi interni, per questioni banali, la quotidianità ti porta a discutere su punti di vista differenti, su come approcciarti al cliente, piuttosto che aspetti relativi all’evento, e nel momento in cui ti ritrovi a lavorare con persone nuove, che non conosci molto bene, ti rendi conto di come alcune cose vengono percepite in modo differente, se le dici in un modo piuttosto che in un altro, è proprio gestione delle risorse umane; e lì ti rendi conto, il percepito delle persone è più importante del reale, quindi devi fare attenzione a come poni le cose altrimenti hai delle difficoltà nella costruzione del team e poi lo sviluppo aziendale è completamente condizionato. Quindi credo che la principale difficoltà, dal punto di vista aziendale, sia stato questo. Non so se sono stato molto chiaro.”

S: “Per me si, volendola riassumere è che certamente la sostanza conta, ma conta anche il modo in cui viene proposta, la forma con cui si trova la collaborazione.”

C: “Poi avrei potuto citare tra le difficoltà anche il recupero crediti, o il far capire alle istituzioni quanto il passaggio al digitale sia importante per evitare di essere travolti da quella che oggi viene chiamata crisi ma che poi è un cambiamento, questo è un altro passaggio fondamentale con cui ci scontriamo quotidianamente, cioè far capire alle istituzioni quanto il passaggio al digitale sia importante.”

S: “Ti chiedo una cosa perché forse ne hai esperienza, diversi che partono con una attività di blogging o comunque di tipo editoriale sul web, e poi effettivamente riescono a monetizzarla mi espongono il problema del fatto che è difficile trovare, oltre a una configurazione fiscale, anche far capire la differenza che puo’ esserci in un business online dove c’è molta flessibilità, perché magari basta anche solo che Google domani si dimentichi di indicizzarti e quindi perdi un sacco di traffico, e (devi) far percepire questa flessibilità nel momento in cui si deve andare dal commercialista per dirgli in che scaglione di tassazione rientro. Avete avuto situazioni del genere con i vostri clienti o voi stessi, e come le avete affrontate?”

C: “E’ tema quotidiano, nel senso che, al di là della parte prettamente fiscale, quotidianamente ti rendi conto di come ci sia un quadro, o una cornice del quadro, arcaica e vecchia, e all’interno si muove tutto in modo così veloce che rischia di esplodere. Quindi c’è la struttura istituzionale, dal punto di vista fiscale, pratiche da sviluppare, vecchia, e all’interno c’è questo sistema che da 10 anni, e negli ultimi 4 o 5 è stato completamente straripante, che viene difficilmente seguito, non si riesce a legiferare a modo, mantenere la flessibilità e dare un ordine alle cose, e questo secondo me è straripante, e rischia di creare problemi a più di un imprenditore, soprattutto chi sta per partire ora, riceve pochissime informazioni utili per poter sviluppare l’azienda in modo flessibile e riuscire al contempo a fare le cose ammodo, dal punto di vista burocratico.”

S: “Si ha a volte l’impressione che non ci sia modo per essere conformi alla normativa.”

C: “Assolutamente. Già nel momento in cui vai a stipulare un contratto d’affitto per la tua attività, hai tra virgolette degli incubi, nel senso che devi affittarla per un tot di tempo e le aziende ad oggi non riescono ad avere visibilità da qui a 6 mesi, e ti ho fatto un piccolo esempio, potrei iniziare e finire tra 2 anni con vari esempi. Questo è un grossissimo tema dei giorni nostri.”

S: “Andando invece sull’aspetto del web, cosa è stato secondo te fondamentale, per permettere lo sviluppo di questa vostra attività?”

C: “Fondamentale credo che sia stata, ora dico qualcosa che puo’ apparire banale però, è stata l’unione e l’idea iniziale. Cioè questa unione tra me e Giorgio, poi si è aggiunto Andrea, tra noi tre, è il fatto di voler continuare, al di là di tutte le difficoltà, a portare avanti il progetto; quindi la convinzione, la costanza quotidiana e il non mollare mai, perché più di una volta sei portato, per le difficoltà di cui parlavamo prima, a dire ‘ok, chi ce lo fa fare?’. Anche perché facendo tanta formazione gratuita, ci siamo rivolti più di una volta alle istituzioni, si andava davanti alle istituzioni a dire ‘c’è questo progetto di formazione gratuita che va avanti da anni’ e per anni è stato completamente ignorato. Quindi il fatto di voler crederci al di là di ogni cosa ha fatto la differenza. Dopo di che credo che l’abbinamento di giusta pianificazione e flessibilità, al contempo, che spesso sono difficili da conciliare, quindi pianificare ma essere al contempo flessibili, ci ha permesso e ci sta continuando a permettere di andare avanti. Quindi questi due aspetti, il crederci, e il pianificare e al contempo essere flessibili.”

S: “E, c’è stato un momento in cui si è accesa la lampadina, in cui hai detto questa cosa che ho davanti è veramente una grande opportunità, possiamo chiamarlo un momento di rivelazione?”

C: “Un momento di rivelazione, c’è stato prima di partire, questo è un punto di vista un po’ personale, vengo dal mondo della cooperazione allo sviluppo e della scienza politica, sono sempre stato fissato con l’idea di andare nei paesi in via di sviluppo e contribuire a cambiare le cose, quindi per farli sviluppare, così come qua in Italia contribuire al cambiamento delle cose. Inizialmente, approcciandomi al web, quando ho scoperto internet e le varie possibilità e i risvolti in ambito business ho detto, cavolo, siamo nell’era dell’informazione e con quello che abbiamo costruito e che stiamo costruendo e con tutte le potenzialità che ha internet, della conoscenza che abbiamo di internet e dei motori di ricerca, possiamo realmente contribuire a cambiare le cose, e quindi inizialmente c’è stato questo tipo di illuminazione e ho detto ‘possiamo andare avanti’. Dopo di che, al termine di ogni evento ti ritrovi sempre a parlare con le persone, e questo è accaduto dal primo evento sino a quello più recente, e quando ti rendi conto che arrivano le persone e hanno messo in pratica, già precedentemente, quello che abbiamo messo a loro disposizione, hanno avuto dei riscontri, ti rendi conto che la cosa è potenzialmente straripante. Anche perché è un moltiplicatore molto grande, visto il numero di persone che incontriamo, che abbiamo incontrato in questi anni, quindi parli con loro e ti rendi conto che questo funziona.”

S: “E collegandomi a questo aspetto del parlare con le persone, voi come vi pubblicizzate, cioè usate solo il passaparola e il forum o …?”

C: “Facendo in Italia il web marketing, il core dell’azienda era la SEO, e abbiamo principalmente attività di search marketing, quindi questa è l’attività principale, dopo di che c’è il forum inevitabilmente e i vari eventi che fungono anch’essi da sistema di pubblicizzazione.”

S: “Cos’è per Cosmano Lombardo il successo e c’è stata un’occasione in cui hai detto ‘questa volta ce l’ho fatta’?”

C: “Guarda, non ho una visione del successo …. non mi sono mai interrogato sul successo, nel senso che il fatto di avere questa idea di poter contribuire a cambiare le cose, partendo dalla formazione, e poi anche attraverso lo sviluppo di un sistema di business, perché comunque sviluppare un sistema di business vuol dire accrescere la propria azienda ma soprattutto accrescere tutto ciò che c’è intorno, poter seguire questa idea e vedere che ha dei riscontri positivi, per me già questo è un successo. Poi quello che ti dicevo prima, il poter parlare con le persone e vedere che il tuo lavoro ha un riscontro pratico e materiale anche per loro, questo penso che possa essere un piccolo successo, e anche essere riusciti in questi anni, o comunque continuare a cercare di costruire un sistema di formazione gratuito, sostenibile nel lungo periodo, senza il supporto esterno da parte di istituzioni, questo penso che sia un qualcosa in cui stiamo riuscendo, non posso dire che è un successo perché non ci sentiamo mai arrivati.”

S: “Questo è importante, certamente. E lavorate solo sul mercato italiano o avete mai valutato l’ipotesi di affrontare anche che ne so, il mercato anglosassone, forse è il più immediato.”

C: “E, portare il nostro brand all’estero credo che sia un passo doveroso, da fare però con la dovuta calma e attenzione, quindi è un passo che faremo, spero da qui a breve. Ci stiamo lavorando.”

S: “Ok, interessante. Direi a questo punto, passiamo alla seconda fase, quella del connection time, finora abbiamo parlato della tua esperienza, passiamo a dare dei consigli a chi sta per iniziare. La prima domanda è: nel momento in cui una persona ha un’idea business e vuole lavorarci, su quale elemento le consiglieresti di focalizzarsi per gettare delle basi solide?”

C: “Allora, il primo consiglio è quello di mettersi a buttare giù un business plan della propria idea, anche se non si hanno ad oggi, non tutti, chi ha un’idea di business o un’idea che potenzialmente puo’ diventare un business, non ha le competenze per elaborare un business plan, comunque è opportuno provarci a stendere un business plan e mettere a fuoco per bene quelli che sono i prossimi passi da realizzare, valutare se l’idea puo’ monetizzare o meno, quindi sicuramente il primo consiglio che dò è questo, preparare un business plan, farsi aiutare, ci sono molte professionalità che si rendono disponibili anche gratuitamente in questa fase e stendere un business plan, questo è il primo consiglio in assoluto.”

S: “E’ assolutamente importante mettere giù le idee in modo chiaro e…”

C: “Anche perché in Italia non c’è questa cultura, non abbiamo questa cultura, quando si parte a sviluppare un’idea si parte a ruota libera, e questo puo’ essere anche un successo, puo’ diventare un successo, però puo’ essere anche deleterio.”

S: “Lasci molto più spazio al caso, più che altro”

C: “Assolutamente, e non credo che questi siano i tempi per lasciare spazio al caso, bisogna essere flessibili ma avere le idee molto chiare.”

S: “E qual è stata un’abitudine che negli anni hai trovato fondamentale per raggiungere risultati importanti, per scaramanzia non diciamo il successo, però comunque…”

C: “Guarda, ti direi subito non dormire, perché devi essere sempre sempre sveglio e devi avere molto tempo a disposizione, però sicuramente svegliarsi molto presto la mattina, cioè abitudine proprio quotidiana.”

S: “A che ora ti alzi?”

C: “Mi alzo, dipende, 5 e mezza, sei, poi è molto soggettivo, però hai quel vantaggio di essere alle nove già operativo, aver smaltito molto lavoro, secondo me è soggettiva come questione, come abitudine, però personalmente è un’abitudine che mi ha aiutato in questi anni.”

S: “Si, sicuramente poi, alcuni effettivamente dicono che lavorano meglio in più tarda serata, però condivido la tua idea del fatto che l’alzarsi presto aiuta.”

C: “Un altro aspetto è quello di, questo penso che abbia una valenza oggettiva al di là delle tendenze personali, è quello di confrontarsi il più possibile con chi ha già avuto un’esperienza imprenditoriale e anche con chi sta per averla, perché ti aiuta molto a capire come andranno le cose, i prossimi passi da fare, ti aiuta a creare la tua visione, a rafforzare la tua visione. Il confronto.”

S: “Assolutamente. Prima di andare con l’ultima domanda, direi facciamo un momento ‘consiglio per gli acquisti’, qual è un’applicazione, una risorsa online che trovi utile nella tua attività?”

C: “Questa che sto per dire è una cosa scontata, però nella mia attività, nella nostra attività, sono i sistemi che ti permettono … ad esempio noi ora stiamo utilizzando skype, sistemi per fare conferenze online ci permettono di entrare in contatto con molte persone, e con una quantità di persone davvero elevata in un singolo momento, grazie a un’applicazione, quindi non utilizzo moltissime applicazioni, moltissimi strumenti online, ci sono vari programmi, però credo che questo sia quello che abbia avuto in generale un grosso impatto e ci sta aiutando moltissimo.”

S: “Meglio skype o Google Hangout?”

C: “Io preferisco skype. E’ molto difficile far capire ai clienti che skype, piuttosto che altre piattaforme a pagamento, possono essere degli strumenti alternativi al potersi incontrare di persona.”

S: “Certo, però effettivamente funzionano bene. Qual è stato un libro che ti ha ispirato?”

C: “Un libro che mi ha ispirato è un libro di Mazzini che è ‘Dei doveri dell’uomo’, mi ha ispirato in generale nella vita perché credo che sia molto attuale e affronti varie tematiche personali, dello sviluppo della persona, anche generali, che interessano tutta la società, poiché tratta dell’educazione in modo abbastanza attuale, parla dell’integrazione fra le varie nazioni, il concetto di legge morale, insomma tratta varie tematiche, la cooperazione sia a livello tra le varie persone, che a livello macro e quindi fra gli stati, e soprattutto mi piace molto il concetto di educazione che trapela dal libro, quindi per me è un po’ una bibbia di vita, sia in ambito personale che in ambito aziendale, anche se parla poco di business, ma ti da quell’input giusto dal punto di vista personale per poter andare avanti in modo etico.”

S: “Ovviamente poi per tutti gli amici del popolo indie, sapete che potete trovare tutte le indicazioni e i riferimenti, i link che ci ha dato e che ci darà Cosmano, nelle note a questo episodio su italianindie.com/podcast/cosmano-lombardo. Cosmano siamo arrivati all’ultima domanda, la mia preferita, è un po’ particolare per cui prenditi pure un secondo per pensarci. Immagina di svegliarti domani mattina, nella stessa città in cui vivi adesso, però in una città alternativa in cui non esiste GT Idea e non esiste la rete di persone che hai creato in questi anni, quindi ti trovi a ripartire da zero, hai a disposizione le spese correnti pagate, tutte le competenze che hai acquisito finora, 1000 euro e un portatile. Cosa faresti nella prima settimana, per impostare il lavoro?”

C: “Questa è una domanda fantastica, me la stai attualizzando ad oggi, in questo momento, peraltro per caso mi ritrovo nel paese in cui sono nato, perché noi abbiamo sede operativa a Bologna, e mi ritrovo qui in Calabria per varie vicissitudini personali, quindi mi ritrovo allo stesso dove mi trovavo nella prima settimana. La situazione sicuramente è diversa, ironicamente ti direi, se avessi quei 1000 euro farei il viaggio per la Thailandia che ho fatto a suo tempo con Giorgio, ma non farei quello di ritorno, così rimango lì e non parto col progetto. Seriamente ti direi che metterei in pratica il consiglio che davo precedentemente, ossia metterei nero su bianco quella che è l’idea di business, e andrei sicuramente a consultare qualcuno per elaborare un business plan, detto ciò, quanto ho a disposizione? 1000 euro, qui si fa difficile. Con mille euro non ci fai niente, non puoi aprire neanche l’azienda, metterei nero su bianco il business plan, e investirei quei soldi per andare a incontrare sicuramente degli investitori, perché ad oggi in Italia sono molti gli investitori, molti i business angels e questo è un’informazione anche che spero sia utile a chi ci ascolta, che sono disponibili, sono disposti realmente ad investire in un’idea di successo. Quindi sicuramente investirei i soldi nell’elaborare il business plan e disegnare al meglio la mia idea di business, e andare a incontrare gli investitori. Investirei una parte di budget in questo, la residua la lascerei per realizzare i primi 2 eventi che abbiamo fatto anche allora, quando siamo partiti.”

S: “Molto bene. Io ti ringrazio per questa intervista. Ti lascio salutare gli amici del popolo indie che ci ascoltano, dare magari un ultimo consiglio che ritieni importante tu, e un riferimento in modo che chi ti volesse raggiungere o approfondire la tua esperienza sa come contattarti.”

C: “Certo, innanzitutto grazie a te, e grazie a voi e al vostro progetto e a tutti gli ascoltatori. Mi potete contattare sia alla mia email personale che è Cosmano.Lombardo@gmail.com o anche una email di riferimento aziendale che è relazioniesterne@gtidea.it, poi ci sono i vari account che ho iniziato ad utilizzare recentemente visto gli impegni che sino ad oggi mi hanno impedito di utilizzarli, soprattutto twitter, l’account è cosmanolombardo. Un consiglio che do a tutti quanti, a chi sta partendo, è quello di credere in quello che fanno e soprattutto fidarsi di chi ha già avuto esperienza, perché siamo un popolo molto diffidente, viviamo in un periodo storico molto particolare in cui ci hanno abituato ad essere diffidenti nei confronti di tutti, invece è opportuno fidarsi qualche volta di chi ha avuto delle esperienze e potersi confrontare. L’ultima cosa è quella di dare molta importanza alla flessibilità, al non essere troppo rigidi con se stessi perché si rischia, visto il sistema che si è andato creando, di rimanere imballati e bloccati nelle proprie idee.”

S: “Cosmano, è stato utilissimo, grazie mille e speriamo di risentirci al più presto.”

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